allevamento Ragdoll

L'arrivo di un gatto in famiglia è sempre fonte di gioia.
Se in casa non ci sono altri gatti, la procedura di inserimento è semplice e rapida: basta preparare qualche giorno prima tutto il corredo necessario (ciotole, tiragraffi, scorte di cibo, cuccia, coperte, giochini, spazzola e prodotti detergenti, cassettina igienica, lettiera) e lasciare che, una volta aperto il trasportino, il vostro nuovo amico prenda confidenza con l'ambiente e con le persone. Mostrategli subito dove si trovano la cassettina igienica e le ciotole con cibo e acqua, poi lasciatelo libero di esplorare gli spazi a sua disposizione. Non fategli pressioni; non costringetelo a uscire se si nasconde sotto letti e mobili e non confondetelo con chiasso, rumori e gesti bruschi. Così imparerà a sentirsi al sicuro nel suo nuovo ambiente.

E se in casa c'è già un'altra presenza felina? In questo caso, un po' di pazienza e qualche regola di base vi aiuteranno a facilitare l'integrazione. Ricordate che gatti sono molto territoriali, quindi non aspettatevi che l'ultimo arrivato venga accolto subito con entusiasmo. Per questo, è molto importante procedere con una certa gradualità, così da abituare il "vecchio" gatto all'odore del suo nuovo compagno.
Nei primi giorni teneteli in zone separate. Per creare un primo contatto olfattivo, portate all'uno alcuni oggetti dell'altro e viceversa, oppure scambiate le zone, così che possano percepire l'odore dell'altro e catalogarlo come conosciuto e privo di rischi. Prima che si vedano da vicino, stabilite un incontro preliminare attraverso un vetro o la fessura di una porta. I primi "faccia a faccia" dovranno avvenire in un ambiente "neutro", meglio se con dei giochini. Mai forzare un avvicinamento: è importante che i gatti si osservino e si avvicinino spontaneamente. Allo stesso modo, mai lasciarli soli durante i primi approcci, ma restare presenti e pronti a intervenire in caso di scontro. Soprattutto, è molto importante mantenere la calma (anche in caso di soffi o miagolii minacciosi): i gatti sono molto empatici e avvertono qualsiasi tensione.

Giorno dopo giorno, i due prenderanno sempre più confidenza, al punto da giocare insieme e condividere oggetti molto "intimi" (come la lettiera e le ciotole). Con il tempo, è anche possibile che nasca un rapporto di grande amicizia e complicità.  

 

Foto di Agata Światowska da Pixabay

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Il gatto può essere colpito dai parassiti in ogni momento dell'anno: in primavera e in estate, però, il rischio è notevolmente più alto. Il clima mite, infatti, invoglia il tuo micio ad uscire più frequentemente all'aperto, dove le colonie di parassiti, complici le temperature elevate, iniziano a riprodursi a ritmo vertiginoso.

Di questi microrganismi esistono diverse tipologie, che possono essere catalogate in due grandi gruppi:

- Parassiti esterni. Pulci, zecche, pidocchi: sono i cosiddetti "flebotomi" che si attaccano alla cute dell'ospite per nutrirsi del suo sangue. Quando l'infestazione è in corso, il gatto manifesta un intenso prurito accompagnato da lesioni cutanee, perdita di pelo e grande irrequietezza. A questa categoria appartengono anche gli acari dell'orecchio, responsabili di un disturbo noto come otoacariasi. Tale condizione, localizzata nei padiglioni auricolari, è segnalata dalla presenza di abbondante cerume scuro, cute infiammata e ferite da grattamento. In assenza di trattamenti adeguati e tempestivi, gli acari possono raggiungere anche l'interno dell'orecchio, compromettendo seriamente la funzionalità uditiva. Da non trascurare sono anche le punture di zanzara, spesso veicolo di un microrganismo (la filaria) che intacca il sistema cardiovascolare;

- Parassiti interni. Tra i più diffusi ci sono gli ascaridi, facilmente riconoscibili osservando le feci del gatto (hanno l'aspetto di uno spaghetto cotto). Altri parassiti intestinali, invece, sono talmente piccoli da non poter essere rilevati ad occhio nudo: per diagnosticarli sono necessari esami mirati. Tratto comune di tutti i vermi intestinali sono i sintomi: quando il gatto ne è colpito, infatti, può soffrire di vomito, diarrea, feci molli, prostrazione, inappetenza, dimagrimento eccessivo. 

Pulci, zecche e pidocchi sono i parassiti più semplici da combattere: basta un buon antiparassitario (collare, spot on, spray). Mai utilizzare sui gatti gli antiparassitari destinati ai cani, perché possono risultare tossici. Per gli acari dell'orecchio è necessario un trattamento più specifico, che viene suggerito dal veterinario dopo una visita accurata. Anche in caso di vermi intestinali la cura deve essere rigorosamente prescritta dal veterinario, perché ogni parassita richiede un farmaco sverminante mirato. 

 

 

 

Foto di Agata Światowska da Pixabay

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La solitudine dell'anziano non è solo una piaga sociale, ma un vero e proprio problema di salute: dall'isolamento e dal senso di vuoto, infatti, scaturiscono molti disturbi gravi e di difficile gestione, fra cui la depressione. Per contrastarla c'è una soluzione semplice ed efficace: un compagno amorevole in grado di riempire la vita e di darle significato. Per l'esattezza, un amico peloso molto speciale: il gatto Ragdoll.

Nata da una selezione volta ad eliminare del tutto le caratteristiche tipicamente feline dell'aggressività e della diffidenza, questa razza si fa apprezzare per l'eccezionale bontà e la capacità di amare senza riserve, simile (e in molti casi addirittura superiore) a quella del cane. Il Ragdoll, letteralmente, vive per il suo amico umano, a cui si lega di un affetto profondo e incondizionato. La sua giornata ideale? Quella trascorsa in braccio al padrone, lasciandosi coccolare e ascoltando la sua voce. In alternativa, lo si vede seguire il suo compagno umano di stanza in stanza, o dormire ai piedi del suo letto, o incantarsi a guardarlo con amore. Impossibile sentirsi soli con una presenza così dolce e devota!

Tuttavia, nonostante ciò, il Ragdoll non è mai invadente, e sa anche eclissarsi al momento opportuno. Silenzioso, tranquillo ed educato, impara ad ubbidire prontamente; in più, da vero gatto, è pienamente autosufficiente, quindi la sua presenza in casa non comporta alcun tipo di impegno o incombenza.

Allo stesso tempo, però, ha la rara capacità di far sentire utili e importanti. Cerca continuamente il suo  umano e ne soffre la mancanza in modo quasi patologico, accogliendolo festosamente non appena lo rivede. Condividere la vita con un Ragdoll, quindi, è molto più che "avere un gatto": è un balsamo per il cuore che guarisce e rende felici.

 

 

Foto di 孟想家 da Pixabay

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Il gatto, si sa, è un vero professionista dell'igiene personale. Sa toelettarsi in piena autonomia, leccando il suo manto con cura e mantenendolo sano e brillante. Allo stesso modo, il gatto è molto scrupoloso nella pulizia delle orecchie: di conseguenza, in condizioni normali, vedrai i suoi padiglioni auricolari ben puliti e di un bel colore rosa pallido,  senza odore o accumuli di sporcizia.
Controlla regolarmente le orecchie del tuo gatto girando delicatamente i padiglioni verso l'esterno: se dovessi notare la presenza di un po' di cerume o di sporco, significa che per qualche motivo (età avanzata, problemi di salute, ecc.) il micio ha bisogno della tua assistenza. Non sottovalutare mai l'importanza di questo tipo di pulizia: il cerume, la polvere e le cellule morte, accumulandosi nelle orecchie, possono creare l'ambiente ideale per la proliferazione degli acari. Ne scaturiscono infezioni e patologie di vario tipo (come l'otoacariasi, particolarmente insidiosa) spesso accompagnate da prurito insistente, affezioni cutanee, lesioni da grattamento e complicanze di grave entità (come la perdita dell'udito). Una semplice e regolare pulizia delle orecchie può evitare tutto questo.

Ma come pulire le orecchie del gatto, soprattutto considerando che molti gatti sono refrattari a tali operazioni? Crea innanzitutto un'atmosfera rilassata, scegliendo una stanza tranquilla ed evitando movimenti bruschi. Non utilizzare soluzioni ad uso umano o bastoncini cotton fioc: rischieresti di danneggiare il timpano o di provocare reazioni allergiche. Chiedi al veterinario di consigliarti un prodotto specifico in gocce per pulire l'orecchio interno del gatto, e segui con attenzione le modalità di applicazione indicate sulla confezione o sul foglietto illustrativo.

Per pulire la parte esterna, ovvero i padiglioni, puoi invece usare una garza o un morbido tampone in cotone imbevuti di olio naturale (mandorla, oliva, germe di grano), passando delicatamente senza sfregare. Ottime anche le lozioni specifiche a base di estratti officinali dalle proprietà lenitive, antibatteriche, fungicide e antipruriginose, come la noce e il fiore di calendula. Importante! Un eccessivo accumulo di cerume scuro e maleodorante, accompagnato da frequenti scuotimenti della testa, prurito continuo e lesioni cutanee, possono segnalare una parassitosi già in corso: in questo caso, contatta immediatamente il veterinario.

 

 

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Tu e il tuo gatto state già programmando le prossime vacanze? Scegliete con serenità il mezzo di trasporto preferito: oggi, viaggiare insieme in treno, aereo, nave o auto è molto più semplice e comodo rispetto al passato. Prima di decidere, però, è fondamentale informarsi con attenzione sulle normative vigenti: in merito al trasporto degli animali domestici, infatti, esistono regole differenti non solo da mezzo a mezzo, ma perfino a seconda della compagnia di riferimento. Vediamo quindi cosa è importante sapere prima di partire con il proprio micio.

- In auto. Il codice della strada prevede che tuo micio viaggi sul sedile posteriore, ben chiuso nel suo trasportino. Per tutelare l'incolumità di tutti, non permettergli di girovagare nell'abitacolo durante la marcia, anche se è un soggetto caratterialmente tranquillo. Occhio ai colpi di calore: assicurati che il trasportino resti sempre all'ombra e rinfresca spesso il pelo del tuo amico spruzzandolo con acqua. Non lasciare mai il tuo gatto da solo chiuso nell'auto in sosta.

- In aereo. Alcune compagnie consentono ai proprietari di portare il proprio micio in cabina, a condizione, naturalmente, che resti sempre chiuso in un trasportino omologato; altre, invece, prevedono il solo trasporto in stiva. Chiedi alla compagnia di tuo interesse prima di prenotare. Quando acquisti il biglietto, specifica sempre che porterai il tuo gatto con te. I costi variano da una compagnia all'altra.

- In treno. Anche qui vige l'obbligo di lasciare il micio sempre ben chiuso in un apposito contenitore. Ogni passeggero può portare un solo contenitore. Solitamente, sui treni i gatti viaggiano gratuitamente.

- In nave o traghetto. gatti viaggiano chiusi nel loro trasportino, di norma in un apposito spazio dedicato, e non possono essere introdotti in alcuni locali pubblici. I costi variano a seconda della compagnia.

In tutti i casi, tieni sempre a portata di mano la documentazione del tuo micio: su alcuni mezzi può bastare il solo libretto delle vaccinazioni aggiornato, altrove è necessario il Passaporto Europeo per Animali da Compagnia. Alcune compagnie potrebbero richiedere anche altri certificati più specifici (come quello di Buona Salute) o vaccinazioni particolari. Prima di prenotare, prendi tutte le informazioni del caso. Il rilascio di alcuni documenti (come il Passaporto) non è immediato, quindi cura l'aspetto "burocratico" con il dovuto anticipo per non rischiare spiacevoli imprevisti dell'ultimo minuto.

 

 

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La vaccinazione è il primo, fondamentale passo per assicurare al tuo gatto una vita lunga e sana. Ciò è vero soprattutto per quanto riguarda i cosiddetti vaccini "core", ovvero le profilassi di base obbligatorie per legge.
Questi vaccini rappresentano infatti l'unica difesa contro quelle malattie infettive per le quali non è stata ancora trovata una cura, ovvero rinotracheite (herpes virus), calicivirosi (calici virus) e gastroenterite virale felina (panleucopenia). I vaccini che immunizzano il tuo gatto contro queste tre forme infettive compongono la cosiddetta "vaccinazione trivalente", piano vaccinale a cui devono essere sottoposti obbligatoriamente i gatti di ogni razza e stile di vita.

Dato l'alto livello di contagiosità di queste malattie, dovrai vaccinare il tuo micio anche se non esce mai di casa: i virus responsabili delle infezioni, infatti, hanno la capacità di resistere a lungo nell'ambiente, e la contaminazione può avvenire nei modi più disparati. Una volta contratte, queste patologie causano al gatto grandi sofferenze, portandolo rapidamente alla morte. I più esposti sono i cuccioli, a motivo del loro sistema immunitario ancora fragile. Ecco perché è necessario vaccinare il gatto già al secondo mese di vita. In questa fase, infatti, il piccolo non viene più allattato dalla madre e inizia lo svezzamento con i cibi solidi: gli viene quindi a mancare il potente sostegno del latte materno, alimento completo e ricco di anticorpi. Il vaccino prosegue l'azione del latte materno, garantendo al micio una protezione robusta e costante.

Il primo vaccino viene diviso in due somministrazioni, eseguite a distanza di 15-20 giorni l'una dall'altra. La piena efficacia della vaccinazione è garantita per un periodo di 12 mesi, terminato il quale bisogna procedere ad una nuova somministrazione (richiamo). E' fondamentale rispettare scrupolosamente le scadenze dei richiami, così che il gatto abbia sempre la massima copertura.

 

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La tua gatta è in dolce attesa? Preparati a condividere con lei un'esperienza meravigliosa. La gestazione del gatto dura circa 64-67 giorni: in questo arco di tempo, non sarà necessario cambiare le abitudini della tua piccola amica. La gatta incinta non è malata: se sta bene, può tranquillamente mantenere il suo solito stile di vita, giocando e muovendosi a suo piacimento. Il suo corpo, però, avrà bisogno di un supporto nutrizionale più intenso: la sua dieta quindi dovrà prevedere alimenti più ricchi e sostanziosi (come le crocchette per gattini e gatte in gravidanza).

Di fondamentale importanza, per tutta la fase della gestazione, saranno le visite ostetriche, a cui la micia dovrà essere sottoposta secondo un calendario suggerito dal veterinario. Tali controlli serviranno a monitorare lo sviluppo dei feti e lo stato di salute della futura mamma. Affinché il monitoraggio sia affidabile e al tempo stesso privo di rischi, il veterinario utilizzerà uno degli strumenti diagnostici attualmente più efficaci: l'ecografia. Grazie all'esame ecografico sarà inoltre possibile prevedere con buona approssimazione la data del parto. E a proposito di parto, niente panico: in condizioni normali, ogni gatta è autosufficiente e riesce tranquillamente a partorire da sola. Noi umani possiamo comunque dare il nostro contributo affinché l'operazione si svolga con la massima serenità. Negli ultimi giorni, impedire alla gatta di uscire scongiurerà l'eventualità che partorisca lontano da casa. La fase finale della gestazione è la più delicata: vedremo la nostra amica più affaticata e stanca. Lasciamola tranquilla e mettiamole a disposizione una cuccia ampia, calda e soffice dove possa riposare e affrontare il travaglio. Mentre partorisce, non allontaniamoci mai da lei: oltre a farla sentire rassicurata, potremo accorgerci se qualcosa non va (sforzi dolorosi e improduttivi, travaglio troppo prolungato, perdite di sangue anomale) e avvertire immediatamente il veterinario.

 

Foto di 孟想家 da Pixabay

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Per essere davvero sana, la dieta del tuo gatto deve possedere due requisiti di base:

- essere facilmente digeribile;

- fornire un sostegno appropriato in base alla fascia di età.

Il fabbisogno del gattino in crescita, infatti, è diverso da quello del gatto adulto. Per questo è molto importante che l'alimentazione del tuo gatto sia sempre formulata in modo mirato, così da evitare squilibri o carenze. Verso i due mesi di vita, il gatto cucciolo smette di alimentarsi con il latte materno: da questo momento in poi, il suo organismo può nutrirsi con cibi solidi. Per soddisfare a 360° i bisogni dell'accrescimento, tutti gli apporti nutritivi devono essere intensi, ma al tempo stesso eccezionalmente digeribili per non appesantire un apparato gastrointestinale ancora molto delicato. Come ingrediente di base è ideale la carne fresca di pollo, perché unisce una spiccata leggerezza ad una straordinaria ricchezza nutrizionale. Il pollo fresco, infatti, fornisce un elevato tenore di proteine e aminoacidi prontamente assimilabili, ed è quindi perfetto per supportare lo sviluppo armonico del tessuto muscolare e il buon funzionamento di tutti i processi vitali. Contiene anche le vitamine del gruppo B, prezioso sostegno del sistema immunitario e dello sviluppo cognitivo; e gli acidi grassi essenziali Omega 3, formidabili alleati di un manto soffice e lucente. Il pollo è anche una buona fonte di tutti i minerali che promuovono la formazione delle ossa, dei denti e dell'apparato cardiovascolare, come il potassio, il calcio, il fosforo e il ferro.

A partire dai 12 mesi di vita, il gatto passa alla fase adulta: il suo corpo non ha più bisogno di un supporto tanto robusto, perché il processo di crescita è ormai completato. La nutrizione svolge ora un ruolo di mantenimento e deve quindi essere maggiormente bilanciata, soprattutto in  merito ad alcuni apporti. Carni magre e leggere come il maiale, il pesce e il manzo assicureranno il tenore proteico più corretto per mantenere la forma fisica ottimale e l'efficienza muscolare; altrettanto controllato dovrà essere il dosaggio dei sali minerali, così da preservare organi e tessuti nel pieno rispetto delle funzioni digestive, renali, epatiche e urinarie.

Particolare attenzione va riservata al gatto sterilizzato; la sua condizione fisica, infatti, lo rende più vulnerabile al sovrappeso, alle patologie del tratto urinario e ad alcune cronicità (diabete, obesità). In questo caso, quindi, l'alimentazione dovrà possedere spiccate prerogative di leggerezza, soprattutto in merito ai valori proteici, minerali e calorici.

Tutti i gatti adulti, sterilizzati e non, traggono beneficio da una consistente integrazione di vitamine e antiossidanti: questi nutrienti, infatti, contrastano le infezioni e aiutano a prevenire le malattie legate all'invecchiamento. È consigliabile aggiungere alla dieta anche una certa quota di condroprotettori, così da scongiurare la fragilità articolare e le problematiche ad essa collegate. A tutte le età, l'alimento deve possedere un adeguato potere energetico da fonti di carboidrati ben tollerate come il riso, le patate e i piselli; da evitare sono invece i cereali come il frumento, non adatti alle capacità digestive del gatto. Fibre e fermenti prebiotici promuoveranno l'equilibrio della microflora intestinale con effetti molto positivi sulla regolarità del transito, l'espulsione dei boli di pelo e la prevenzione delle infezioni.

 

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Il fabbisogno nutrizionale di un gatto cambia con il passare dell'età: le necessità di un adulto, infatti, non sono le stesse di un soggetto anziano. Il gatto adulto, specie quando non è sterilizzato, ha spesso uno stile di vita attivo: i suoi muscoli richiedono quindi un massiccio apporto di proteine e di aminoacidi essenziali da carni leggere come il pollo, il pesce, il manzo e l'agnello. Alla carne va associata una consistente dose di energia quotidiana da fonti di carboidrati ben tollerate come i piselli, le patate e l'avena, escludendo il frumento e gli altri ingredienti non compatibili con il sistema digestivo dei felini. Frutta, erbe officinali e verdure integrano le vitamine, gli antiossidanti, i sali minerali, le fibre e gli altri nutrienti indispensabili al benessere di organi, tessuti, digestione e sistema immunitario.

Se il micio è sterilizzato, la formula dovrà essere rigorosamente ipocalorica per contrastare la tendenza al sovrappeso, soprattutto se il piccolo vive in casa ed è sedentario. Per questo stesso motivo è opportuno aumentare anche la quantità di fibre, così da combattere la stipsi. La sterilizzazione lascia anche una certa vulnerabilità alle vie urinarie: un più ridotto apporto di minerali e proteine, unito all'effetto anti-infiammatorio degli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 (li trovi nel pesce, nei semi di lino e negli oli vegetali), scongiurerà calcoli, struviti e cistiti.

In età avanzata, il tuo gatto diventa più sensibile: la sua alimentazione deve promuovere il buon funzionamento di organi e processi vitali, combattere l'invecchiamento cellulare e tenere sotto controllo tutti i valori (colesterolo, glicemia, ecc.). Il tutto, nel rispetto di funzioni digestive, renali, epatiche e urinarie sempre più delicate. Proteine, aminoacidi e sali minerali andranno quindi accuratamente bilanciati; intenso dovrà essere l'apporto di vitamine per potenziare il sistema nervoso, la vista e le difese immunitarie. Un massiccio contributo di antiossidanti agevolerà la giovinezza cellulare contrastando tumori e altre malattie degenerative; i condroprotettori preserveranno l'efficienza e l'integrità articolare. In caso di limitate capacità masticatorie, potrebbe rendersi necessario dare la preferenza ai cibi umidi.

Sia da adulto che da anziano, il gatto trarrà vantaggio dall'assunzione degli acidi grassi essenziali Omega 3, nutrienti benefici per il cuore, la cute e il pelo; e dai fermenti prebiotici, formidabili alleati del benessere intestinale.

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La FeLV (leucemia virale felina) è una delle patologie infettive più gravi e contagiose del gatto. A causarla è un retrovirus che si diffonde rapidamente, anche per la sua spiccata capacità di resistere a lungo nell'ambiente. Veicoli di trasmissione sono i liquidi organici, quali saliva, lacrime, urina e muco: basta quindi una bevuta dalla stessa ciotola, un accoppiamento o un morso durante una lotta perchè il virus passi da un ospite all'altro. Come si può ben immaginare, quindi, i focolai primari sono tutti quei contesti con un alto tasso di promiscuità (le colonie feline, ad esempio).

Una volta introdottosi nell'organismo del gatto, questo microrganismo attacca i globuli bianchi distruggendo progressivamente le difese immunitarie e portando al decesso in un arco di tempo molto breve (solitamente, dai tre ai cinque anni). La guarigione è estremamente rara: quando il gatto sopravvive alla FeLV, il più delle volte è perché il virus si è "addormentato" e in questo stato può restare per molti anni, finchè non intervenga uno stress psicofisico a riattivarlo. In tutti i casi, la FeLV crea una maggiore predisposizione a tumori e neoplasie.

La sintomatologia è molto ampia e provoca al gatto molte sofferenze. L'infezione, infatti, può manifestarsi con vomito, inappetenza, scolo oculare, dispnea, dimagrimento, febbre, anemia, prostrazione, apatia, disturbi neurologici e gastrointestinali, ingrossamento dei linfonodi. Alla prima comparsa di questi sintomi, quindi, è imperativo sottoporre il micio ad un'accurata visita veterinaria, così da diagnosticare tempestivamente l'infezione e intervenire con una terapia di controllo per dare al gatto una qualità della vita accettabile. Al momento, infatti, contro la FeLV non esistono cure risolutive: l'unica arma efficace è costituita dalla prevenzione. Se il tuo micio esce spesso fuori casa, quindi, dovrai necessariamente vaccinarlo contro la FeLV: sussiste infatti un'elevata probabilità che venga a contatto con gatti infetti. Altra misura caldamente raccomandata è la sterilizzazione in quanto, neutralizzando gli istinti aggressivi e il bisogno di accoppiarsi, elimina alcune fra le principali occasioni di contatto fra i gatti.

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Due o più gatti in casa si può: anzi, non sono rari i casi in cui da un'iniziale diffidenza può nascere una stupenda amicizia. Il contributo dei proprietari è in tal senso decisivo, specie nella primissima fase. Ecco quindi alcuni utili accorgimenti che è altamente consigliabile mettere in atto per rendere l'integrazione più agevole e sicura.

- Rispettare i tempi.
Si sa, sarebbe un sogno vedere i propri felini andare d'amore e d'accordo al primo sguardo. Ma la realtà è ben diversa, e richiede molta pazienza. Anche un gatto dal carattere mansueto, infatti, può reagire in modo aggressivo ad un'improvvisa "invasione" di territorio da parte di un gatto estraneo. L'impatto deve quindi essere graduale. Al suo ingresso in casa, sistema il nuovo arrivato in un ambiente inaccessibile all'altro (o agli altri, se ne hai già più di uno). Meglio un piccolo spazio, così da non creare disorientamento. Non forzare il micio ad uscire dal trasportino, ma lascia la porticina aperta e aspetta che esca da solo. Continua a tenere i gatti in zone separate per alcuni giorni, avendo cura di portare a ciascuno di loro un oggetto (copertina, giochino, ecc.) appartenente all'altro: in questo modo, potranno abituarsi gradatamente al nuovo odore.

- Niente forzature.
Per il primo incontro scegli un ambiente "neutrale", che nessun gatto possa sentire come di sua esclusiva proprietà (il corridoio, ad esempio).  Lì, lascia i mici liberi di osservarsi: inizialmente lo faranno da lontano (magari soffiandosi e miagolando in modo poco rassicurante...), poi, con il passare dei giorni, prenderanno confidenza. Questi primi approcci dovranno avvenire rigorosamente sotto sorveglianza, così da evitare possibili scontri. Non rimproverarli se si mostrano ostili l'uno all'altro: all'inizio è una reazione del tutto normale, e intromettersi potrebbe solo creare incidenti. Mantieni invece la calma e prova ad invitarli al gioco.

- Condivisione si, ma solo se "loro" sono d'accordo.
Le ciotole, la lettiera, la cuccia, le coperte, i giochini: meglio personali o in comune? Inizialmente, non c'è alcun dubbio, tutto deve essere strettamente personale: saranno poi i diretti interessati a decidere quando e se scambiarsi le cose. 

- Finalmente amici...o no?
Naturalmente, non tutte le integrazioni vanno a buon fine:
può accadere che i due "fratelli per forza" si amino di un affetto profondo, ma anche che non riescano a legare e che passino tutta la loro vita insieme tollerandosi appena. In quest'ultimo caso, accetta il loro rapporto con serenità ed asseconda le loro esigenze.

- Attenzione agli imprevisti.
Talvolta, quando i mici hanno già socializzato,  può accadere che improvvisamente non si riconoscano: è quello che succede, ad esempio, quando uno dei due torna a casa dopo una visita o un intervento dal veterinario. Colpa dell'odore estraneo lasciato dai trattamenti farmacologici. Niente paura: dopo qualche giorno, il micio recupererà il suo odore consueto e tutto tornerà alla normalità.
 

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Il Ragdoll è il gatto perfetto per la vita domestica: la sua straordinaria bontà e le sue peculiarità caratteriali, infatti, lo rendono il compagno ideale per tutti. Esattamente come il cane, il gatto Ragdoll ha la rara capacità di legarsi agli umani di un affetto profondo e incondizionato: con la sua presenza costante e affettuosa, passa le sue giornate lasciandosi coccolare o seguendo i suoi beniamini nelle loro attività. Soffre molto la solitudine, quindi è adatto per lo più alle famiglie dove c'è sempre qualcuno in casa. Chi torna, è da lui accolto festosamente e fatto oggetto di commoventi attenzioni. Discreto quando l'occasione lo richiede, il Ragdoll sa eclissarsi al momento giusto e impara ad obbedire prontamente: ha infatti una spiccata intelligenza che gli consente di capire al volo le situazioni e di apprendere facilmente il linguaggio umano.

Amante del silenzio e della tranquillità, è allo stesso tempo un grande giocherellone che adora i bambini: si unisce quindi volentieri alle loro scorribande ed è incuriosito dai loro giochi. Data la sua pazienza e la sua assoluta mancanza di aggressività, può interagire in tutta sicurezza anche con i più piccoli. A questi ultimi è molto importante insegnare che il loro compagno peloso non è un giocattolo e che bisogna rispettarlo sempre, sia dal punto di vista fisico che nei suoi delicati sentimenti.

Con gli altri animali è molto disponibile, quindi lo si può adottare tranquillamente anche se in casa ci sono già cani o gatti. Verso gli animi più sensibili, questo gatto si comporta da vero angelo custode: con lui, anziani e persone emotivamente fragili non soffriranno più alcun tipo di solitudine. Grazie al suo eccezionale spirito di adattamento, il Ragdoll potrà seguire la famiglia ovunque, durante le vacanze e i viaggi: l'essenziale, per lui, è non separarsi mai dai suoi umani ed accontentarli in tutto.

Attenzione, però: in questo gatto, docilità e capacità di amare vanno di pari passo con un'indole permalosa e suscettibile. Quindi, mai sgridarlo, trascurarlo, lasciarlo solo o trattarlo bruscamente: si sentirebbe ferito e si chiuderebbe in sé stesso.

Occhio anche agli incidenti domestici: il Ragdoll, infatti, è privo di senso del pericolo, e può cadere con facilità da finestre, balconi, scale o mobili alti. Prima del suo arrivo, quindi, occorre predisporre una casa "a misura di Ragdoll", applicando barriere di protezione alle aperture e togliendo tutti i mobili e gli oggetti con cui potrebbe ferirsi.

Altra raccomandazione importante: quando è in braccio, tenetelo sempre saldamente. A differenza degli altri gatti, infatti, in caso di caduta il Ragdoll non sa girarsi d'istinto per atterrare in piedi, e finirebbe col rovinare a terra facendosi molto male.

 

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Il Ragdoll si distingue per un carattere eccezionalmente mansueto, dolce e amorevole. Incredibile ma vero, questo bellissimo gatto è capace di superare nella devozione al proprio umano lo stesso "migliore amico dell'uomo" per antonomasia, ovvero il cane. Merito della lunga selezione operata dall'allevatrice statunitense Ann Baker, che negli anni Sessanta del secolo scorso si impegnò a lungo per eliminare dalla razza tutte le caratteristiche poco "domestiche" tipiche della felinità, ovvero aggressività e diffidenza, per accentuare invece gli aspetti caratteriali più positivi quali la mansuetudine, la pazienza, la capacità di adattamento, l'attitudine all'apprendimento, la propensione a dare e ricevere affetto.

Per questo, il Ragdoll è il gatto più adatto alla vita in famiglia: giocherellone con i bambini e accogliente con gli altri animali, è un perfetto "angelo custode" per le persone anziane, malate, sole o con spiccata fragilità emotiva. Questo splendido compagno, infatti, ha il dono di farci sempre sentire speciali, sostenuti e amati. Al ritorno a casa, ci accoglie festoso e ci segue di stanza in stanza; adora le lunghe sessioni di coccole e si abbandona fra le nostre braccia con piena fiducia.

La sua giornata tipo? E' quella trascorsa in braccio, tra carezze e parole dolci. Ma è ugualmente felice quando lo facciamo partecipare alle nostre attività o dormire ai piedi del letto: l'importante, per lui, è poter stare col suo amato umano. Ecco perchè possiamo tranquillamente portarlo in viaggio con noi. Dotato di pazienza e spirito di adattamento, è disposto a tutto pur di accontentarci e di non separarsi da noi. Ma attenzione: una così grande devozione comporta anche una marcata sensibilità. Quindi mai rimproverarlo o trascurarlo: si chiuderebbe in sé stesso e si sentirebbe ferito. Ugualmente, evitiamo di lasciarlo solo per molte ore: il Ragdoll non sopporta la solitudine e la soffre in modo patologico. Tranquillo e pacifico, non ama la confusione e sa essere discreto quando occorre. Con i  bimbi è vivace ed estremamente paziente: è quindi molto importante insegnare ai più piccoli a non trattarlo come un giocattolo e a non offendere la sua suscettibilità.

 

Foto di peter jo da Pixabay

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Il gatto Ragdoll ha una costituzione robusta che richiede pochi accorgimenti per restare in salute. Uno dei più importanti riguarda la dieta, soprattutto a partire dai 12 mesi di età. Questo particolare momento, infatti, segna l'inizio di una nuova fase nella vita del tuo Ragdoll: ormai completato il processo di crescita, il suo organismo entra a tutti gli effetti nell'età adulta, richiedendo un supporto nutrizionale calibrato in base ai suoi nuovi bisogni. Gli organi e i tessuti, ormai formati, necessitano ora di un apporto proteico e minerale molto meno intenso: oltre a risultare inutile, infatti, un tenore di proteine e di sali minerali troppo elevato sortirebbe l'effetto di appesantire i reni e le vie urinarie, aprendo la strada a cistiti, calcolosi e struviti, specie se il tuo micio è stato sterilizzato.

L'alimento principale della dieta sarà quindi la carne, scelta tra quelle più leggere e intensamente nutrienti come il pollo, il pesce, l'agnello, il maiale e il manzo. Fonti di proteine e di aminoacidi fondamentali per il benessere dei tessuti, le carni apportano anche il giusto tenore di minerali (soprattutto potassio, fosforo, calcio e ferro) indispensabili per ossa, denti e sistema cardiocircolatorio; contengono anche le vitamine del gruppo B, preziose per l'efficienza cognitiva e le difese immunitarie.

Per potenziarne il valore nutritivo è utile associarle ad alcuni oli (di salmone, di girasole o di semi di lino) ricchi di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6: questi nutrienti sono benefici per il cuore, per la cute, per il pelo e per un'efficace prevenzione delle infiammazioni. Particolarmente controllato deve essere il contributo energetico: come la maggioranza delle altre razze feline, anche il Ragdoll mostra, da adulto, la tendenza a giocare e a muoversi di meno. Una quota di carboidrati eccessiva, quindi, andrebbe a tradursi in un aumento del grasso corporeo, favorendo sovrappeso e altri disturbi del metabolismo (obesità, diabete, ecc.).

Via libera, invece, alle vitamine e agli antiossidanti da frutta, verdura, ortaggi ed erbe aromatiche: questi particolari nutrienti, infatti, sono preziosi per rallentare i processi di invecchiamento cellulare e per mantenere in efficienza gli organi e i tessuti; in più, esercitano sul sistema immunitario una formidabile azione di rinforzo che contrasta infezioni e malattie croniche.

Molto importanti anche le fibre e i fermenti prebiotici che migliorano la digestione e agevolano la regolarità del transito intestinale, favorendo anche l'eliminazione dei boli di pelo. Fai quindi molta attenzione prima di scegliere l'alimento per il tuo piccolo amico, soprattutto se opti per un mangime industriale (crocchette, patè, ecc.). Leggi sempre bene le etichette: verifica che la carne sia sempre inclusa come primo ingrediente e che non manchino gli altri nutrienti che rendono la dieta davvero sana e completa. Da preferire, le formule Grain Free o Low Grain, più sicure contro intolleranze, problemi digestivi e sensibilità intestinale.

 

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allevamento Ragdoll

A differenza di quanto stabilito per il cane, in Italia non è obbligatorio microchippare il gatto, se non in due casi:

- regolamenti particolari locali (il microchip per i gatti, ad esempio, è obbligatorio in Lombardia);

- rilascio del Passaporto Europeo per animali da compagnia. Il Certificato di applicazione del Microchip (redatto dal veterinario) è incluso infatti fra i documenti obbligatori da presentare al momento della richiesta.

In linea generale, l'impianto di questo dispositivo è una delle misure più efficaci per poter identificare il gatto in caso di furto, smarrimento o abbandono: è quindi altamente consigliato ai gatti che viaggiano o a quelli che si allontanano, anche occasionalmente, da casa.

Ma cos'è, esattamente, il microchip? Si tratta di un minuscolo dispositivo elettronico che viene inoculato al gatto tramite iniezione nel sottocute del collo o fra le scapole. L'operazione è quasi del tutto indolore, tanto da non richiedere sedazione, se non nei soggetti particolarmente ansiosi o timorosi. Realizzato in vetro biocompatibile, è totalmente sicuro per la salute del peloso: una volta impiantato, non causa alcun tipo di fastidio o reazione, e il micio può conviverci tranquillamente senza avvertirne la presenza. Funziona come un transponder: ciò significa che resta inerte finché non viene attivato da un apposito strumento per la lettura del codice identificativo univoco di 15 cifre contenuto al suo interno.

Per rendere il microchip ancor più efficace, è possibile effettuare l'iscrizione all'Anagrafe Nazionale Felina. Questa istituzione non è pubblica ma privata: promossa dall'A.N.M.V.I. (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), mette a disposizione un database informatizzato, sul quale il veterinario crea una scheda con i dati segnaletici del gatto, il numero del microchip e i dati anagrafici del proprietario. Così, a chi ritrova il gatto basta recarsi presso un veterinario aderente all'A.N.M.V.I., che attraverso la lettura del microchip può risalire al proprietario e mettersi in contatto con lui.

E' quindi molto importante che i dati della scheda siano sempre perfettamente aggiornati: qualsiasi variazione (cambio di residenza o di indirizzo, nuovo numero di telefono, ecc.) va sempre tempestivamente comunicata al veterinario.

Sia l'impianto del microchip che l'iscrizione all'Anagrafe sono procedure a pagamento e vanno eseguite solo da un veterinario aderente all'A.N.M.V.I.: per trovare quello più vicino a te, puoi consultare l'elenco ufficiale direttamente on line sul sito https://www.anagrafenazionalefelina.it/

 

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Il Ragdoll può essere considerato a buon diritto l'amico peloso migliore del mondo. Prima di tutto, per la sua straordinaria capacità di dare amore, nella quale non di rado supera il "migliore amico dell'uomo" per antonomasia, ovvero il cane. Questo stupendo micio, infatti, si distingue per un carattere eccezionalmente buono, affettuoso e paziente, che lo porta a convivere in pieno accordo non sono con l'essere umano, ma anche con gli altri animali.

La nascita della razza è piuttosto recente, e si deve ad Anne Baker, l'allevatrice americana che negli anni Sessanta del secolo scorso la selezionò attraverso vari incroci, eliminando del tutto le caratteristiche di diffidenza e aggressività tipiche del felino domestico. Vero capolavoro fra gli animali da compagnia, il Ragdoll merita pienamente il suo nome, che letteralmente significa "bambola di pezza", per l'attitudine ad abbandonarsi con totale fiducia tra le braccia del padrone. La selezione, curiosamente, lo ha privato del senso del pericolo e della predisposizione a cadere in piedi, ragion per cui chi adotta un Ragdoll deve prestare una scrupolosa attenzione alla sua sicurezza, anche tra le stesse pareti di casa.

Grande compagno di giochi dei bambini, il Ragdoll sa essere quieto, silenzioso e discreto ogni volta che la situazione lo richiede; l'importante, per lui, è compiacere il suo grande amore, ovvero il suo amico umano, dal quale non vuole mai separarsi. Ama i lunghi pomeriggi in braccio, le coccole e le parole dolci; per lui è scontato dormire ai piedi del letto e seguire il suo amato di stanza in stanza. E' quindi naturale che il Ragdoll soffra molto la solitudine. Decisamente non è il gatto ideale per chi sta tutto il giorno fuori casa, perché si intristisce anche quando il padrone esce per poche ore. E' perfino disposto a viaggiare con il suo umano pur di non separarsene. Questa sua grande sensibilità arriva al punto da non tollerare rimproveri e indifferenza: se adotti un Ragdoll, quindi, tieni presente che è molto facile ferire la sua suscettibilità. Per lo stesso motivo, raccomanda ai bambini di non abusare mai della sua pazienzaQuesta sua indole delicata lo rende la "dolce metà" perfetta per le persone anziane, fragili o molto sole.

Bello dentro, bello fuori: il Ragdoll è un gatto di taglia grande, con un pelo vaporoso e magnifici occhi blu. E' un gatto che non richiede cure particolarmente impegnative, né nella toelettatura, né nell'alimentazione. cuccioli nascono tutti bianchi, e  durante la crescita assumono lentamente la loro colorazione. Le varianti del manto sono tante e tutte bellissime.

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Come ormai avrai capito, è impossibile separarsi da un Ragdoll: questo meraviglioso micio instaura con il proprio umano un rapporto affettivo strettissimo, e vive in modo doloroso anche il distacco più breve. Per questo motivo, quando si condivide la propria vita con un Ragdoll è praticamente scontato pensare ad una "vacanza a sei zampe". A questo punto viene spontaneo chiedersi: il piccolo riuscirà ad affrontare senza traumi le esperienze della trasferta e del soggiorno? La risposta è: assolutamente si! Il Ragdoll, infatti, vanta uno spirito di adattamento che lo rende il compagno di viaggio ideale. Non solo per la sua proverbiale pazienza, ma anche per lo sconfinato amore che nutre per il suo proprietario e che lo porta a seguirlo ovunque.

Affinché la vacanza sia serena per entrambi, però, è importante provvedere ad alcuni aspetti "pratici" che riguardano:

- i documenti;

- il bagaglio;

- i mezzi di trasporto;

- la salute del micio.

Cominciamo dal primo punto: i documenti. Eh si, anche per i nostri pelosi c'è una "burocrazia" da rispettare: ovunque vi rechiate, infatti, il tuo micio dovrà essere accompagnato dai suoi documenti personali attestanti il possesso del microchip e l'avvenuta effettuazione delle necessarie profilassi. Entro i confini del territorio italiano basterà il solo libretto delle vaccinazioni aggiornato; all'estero, invece, sarà necessario anche il Passaporto Europeo per gli animali da compagnia. Nei paesi esteri, inoltre, vengono obbligatoriamente richiesti alcuni vaccini aggiuntivi, come l'antirabbica: prima della partenza, informati bene sulle normative del paese di interesse.

E veniamo al bagaglio. Insieme alle tue valigie, prepara un piccolo "necessaire" a misura di micio: ciotole, cuccia, copertina, giochini, scorte del solito cibo, spazzola, pettine, antiparassitario, lettiera, prodotti detergenti e altri articoli di uso quotidiano.

Qualsiasi sia il mezzo di trasporto scelto, il gatto deve sempre restare chiuso nel suo trasportino per ovvie ragioni di sicurezza. Il trasportino va poi posizionato in un luogo al riparo da sole, correnti d'aria e getto diretto dell'aria condizionata. Se vi spostate in aereo, treno o nave, prendi visione del regolamento della compagnia in merito al trasporto degli animali domestici, così da evitare fastidiosi imprevisti.

Alcuni giorni prima della partenza porta il tuo piccolo amico dal veterinario per accertare che sia in perfetta forma e per provvedere alle eventuali profilassi mancanti.

Buon viaggio!

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Con l'arrivo della bella stagione, il tuo gatto è maggiormente esposto al pericolo dei parassiti.

Tante sono le forme di parassitosi che possono colpire il felino domestico: 

- Parassiti esterni.
Pulci, zecche, pidocchi: sono insetti "flebotomi",
che si nutrono del sangue del loro ospite trasmettendo vari tipi di infezioni. La maggior parte di essi non è visibile ad occhio nudo: puoi rilevarne la presenza osservando il manto (che assume un aspetto opaco e, nei casi più gravi, presenza chiazze senza pelo con cute arrossata e lesa) ma anche il comportamento del tuo micio (grattamento frequente e localizzato, irrequietezza, posture anomale).
Altro parassita esterno molto insidioso è l'acaro dell'orecchio. A differenza degli altri, è facilmente individuabile: si presenta con abbondante cerume nerastro e con macchie scure sulla parte esterna dei padiglioni auricolari. Il gatto, poi, ne rivela la presenza scuotendo la testa e tentando ripetutamente di grattarsi. Le ferite da grattamento producono lesioni ed infiammazioni che interessano tutta la parte esterna dell'orecchio e che possono estendersi anche all'interno, causando danni alla funzionalità uditiva e altre complicanze. Attenzione anche alle punture di zanzara: possono veicolare la filaria, un microrganismo che colpisce il sistema cardiovascolare;

- Parassiti interni.
Alcuni, come gli ascaridi e le tenie, sono ben visibili nelle feci del gatto: i primi, ad esempio, somigliano ad uno spaghetto cotto. Altri (come la giardia) sono microscopici e possono essere rilevati solo con esami mirati. In tutti i casi, gli indizi più significativi di un'infestazione da vermi intestinali sono i malesseri: vomito, diarrea, feci molli, prostrazione, inappetenza, perdita di peso. Il problema interessa soprattutto i gatti che frequentano gli spazi esterni, ma è ricorrente anche tra i felini "casalinghi" e tra i cuccioli.  

Come risolvere? Per i parassiti esterni basta un normale antiparassitario: puoi scegliere un collare, uno spray oppure uno "spot on" da applicare tra le scapole. L'effetto varia a seconda del tipo di prodotto: il collare, ad esempio, può restare attivo per diversi mesi, mentre lo spot on va generalmente riapplicato una volta al mese. Per un risultato ottimale e senza effetti indesiderati, controlla bene le modalità d'uso indicate sulla confezione ed evita nel modo più assoluto gli antiparassitari per cani (possono essere estremamente nocivi per il gatto). Queste formulazioni offrono un doppio vantaggio: uccidono i parassiti già presenti (e le loro uova), prevenendo allo stesso tempo nuove infestazioni. Se l'infestazione è tanto grave da non poter essere debellata con i normali antiparassitari, porta il tuo peloso dal veterinario.
Per quanto riguarda i parassiti interni, il discorso è più complesso: ogni tipo di verme intestinale, infatti, richiede un trattamento specifico. Una volta effettuata la diagnosi, il veterinario prescriverà al tuo micio il farmaco sverminante adatto al caso, indicandoti le modalità e i tempi di somministrazione più adeguati.
Non appena sospetti un'infestazione da vermi, quindi, contatta immediatamente il tuo ambulatorio di fiducia.

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Per il gatto, l'alimentazione è una fonte di benessere completa e "multifunzionale": oltre a sostenere il fabbisogno energetico quotidiano, infatti, offre un potente supporto agli organi, ai tessuti e alle funzioni vitali, proteggendo l'organismo da virus e batteri e contrastando i naturali processi di invecchiamento. E' quindi estremamente importante scegliere con attenzione l'alimento per il proprio micio, che dovrà possedere, per essere salutare, due prerogative fondamentali:

- attenta selezione degli ingredienti;

- elevata digeribilità.

Per offrire i migliori benefici, infatti, l'alimentazione deve apportare al tuo piccolo amico tutti i nutrienti di cui il suo corpo ha bisogno; allo stesso tempo deve essere completamente assimilabile, così da non causare problemi digestivi e da agevolare l'assorbimento di tutti i principi nutritivi. Ma, soprattutto, deve essere formulata in modo specifico tenendo conto della fascia di età: le esigenze del gattino in crescita, infatti, sono molto diverse da quelle del gatto adulto. Queste differenze diventano più marcate in presenza di particolari condizioni fisiche, come la sterilizzazione, il sovrappeso e la sensibilità intestinale.

Vediamo insieme quali sono i requisiti di una corretta alimentazione nelle diverse fasi della vita del gatto.

- Primo anno di vita. E' un momento cruciale: tutte le componenti dell'organismo sono in formazione, la funzionalità digestiva è ancora molto fragile, il sistema immunitario necessita di un rinforzo massiccio. Serve quindi un nutrimento "ad hoc" che assecondi uno sviluppo armonico e aiuti il corpo a proteggersi dalle malattie. Fino alle 8-10 settimane, questa funzione è svolta egregiamente dal latte materno, alimento nutrizionalmente completo e molto ricco di anticorpi. Successivamente, il gattino entra nella fase dello svezzamento: fino ai 12 mesi, il suo cibo dovrà continuare l'azione del latte materno, fornendo apporti consistenti di proteine e aminoacidi per la corretta formazione del tessuto muscolare, di fosforo, calcio e vitamina D per le ossa e i denti, di vitamine A, C e del gruppo B per le difese immunitarie, la vista e l'efficienza cognitiva. Una consistente integrazione di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 favorirà la crescita di un manto soffice e folto, preservando la cute dalle infiammazioni. Il giusto tenore di fibre e fermenti prebiotici agevolerà i processi digestivi, regolarizzando il transito intestinale e proteggendo il colon dalle infezioni. Una fonte di carboidrati ad alta tollerabilità (come il riso e le patate) fornirà al cucciolo tutta l'energia necessaria senza provocargli disturbi digestivi e intolleranze;

- Età adulta. A partire dai 12 mesi, il gatto è ormai adulto: l'organismo ha completato il processo di formazione. Il suo fabbisogno nutrizionale, da adesso in poi, sarà legato alla necessità di mantenere una condizione fisica ottimale e di prevenire le malattie. L'alimento per questa nuova fase, quindi, deve contenere una miscela attentamente bilanciata di proteine, minerali, vitamine, acidi grassi essenziali, fibre e fermenti prebiotici, così da offrire il supporto nutrizionale più intenso senza gravare sulla digestione, sui reni e sulle vie urinarie. L'apporto calorico deve essere più moderato per scongiurare sovrappeso e squilibri metabolici; più consistente, invece, deve essere l'apporto degli antiossidanti, in modo da preservare la giovinezza cellulare. L'aggiunta di condroprotettori rinforzerà le articolazioni contro fragilità, artrosi e infiammazioni.

Ma quali sono gli alimenti in grado di coniugare adeguatamente leggerezza e potere nutritivo? Carni assimilabili e intensamente nutrienti come il pollo, il maiale, il pesce e il manzo assicureranno la miglior completezza nutrizionale senza appesantire la digestione; una modica quantità di riso o patate fornirà una fonte di energia delicata e altamente tollerata. L'aggiunta di ortaggi, frutta, legumi e oli vegetali integrerà le vitamine, gli antiossidanti e gli altri nutrienti utili ad una lunga vita di benessere.

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Se hai una gatta non sterilizzata, preparati a vivere con lei un'esperienza impegnativa e bellissima: l'arrivo dei cuccioli. Accoppiamento e parto, infatti, sono eventi molto frequenti per i felini che hanno la possibilità di uscire all'esterno e di incontrare i loro simili.

Come affrontare questa fase in piena serenità? Il veterinario è, come in tante altre occasioni, il punto di riferimento fondamentale. Non solo per tutti i consigli del caso, ma soprattutto per le visite e gli esami volti a monitorare l'andamento della gravidanza. A seconda della razza e del caso particolare, la gestazione dei gatti può durare dai 64 ai 67 giorni: in questo arco di tempo, la tua pelosetta dovrà essere sottoposta a regolari controlli diagnostici.

Esattamente come per gli esseri umani, infatti, anche per i gatti esiste un vero e proprio "calendario" di visite ostetriche ed esami mirati. L'ecografia, in tal senso, è lo strumento più prezioso: sicura e precisa, consente di seguire lo sviluppo dei feti e lo stato di salute della gatta, offrendo anche una stima approssimativa della data del parto. Il veterinario ti consiglierà inoltre una dieta appropriata, che dovrà essere molto nutriente per sostenere adeguatamente sia la mamma che i piccoli.

Oltre a ciò, dovrai apportare ben pochi cambiamenti alla routine quotidiana della tua piccola amica: permettile di correre e giocare, se le va. Attenzione, però: soprattutto negli ultimi giorni, evita di farla uscire all'esterno, per scongiurare il rischio che partorisca lontana da casa. Nella fase finale della gestazione potresti notare in lei una certa stanchezza e una maggiore propensione ad appartarsi: preparale una cuccia morbida e comoda in un angolo tranquillo dove possa sistemarsi senza essere disturbata.

In condizioni normali, le gatte partoriscono da sole e senza difficoltà: durante il parto, comunque, stai vicino alla tua micia per controllare che tutto proceda bene. Se dovessi notare sforzi prolungati e improduttivi, sofferenza eccessiva o perdite di sangue anomale, contatta subito il veterinario, che valuterà l'opportunità di un parto cesareo.

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Il primo anno di età è cruciale nella vita del gatto: in questa fase, infatti, si svolge il delicato processo che porta organi, tessuti e funzioni vitali al loro pieno sviluppo. A ciò, l'organismo del gatto associa la formazione di un sistema immunitario in grado di resistere ad ogni tipo di aggressione esterna (virus, batteri, condizioni ambientali e climatiche avverse) e di combattere efficacemente infezioni e patologie croniche. In questo contesto, l'alimentazione riveste un ruolo di supporto quanto mai decisivo, in quanto fornisce al gatto tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere sano e forte.

Dalla nascita ai due mesi, tale funzione è assolta egregiamente dal latte materno, alimento completo al 100% e ricchissimo di anticorpi. Nella madre, però, la disponibilità di latte diminuisce progressivamente per poi esaurirsi del tutto intorno alle 8/10 settimane dopo il parto. A questo punto, il gattino è pronto per essere nutrito con alimenti solidi: ha inizio quindi lo svezzamento. In questa nuova fase, il cibo deve porsi in soluzione di continuità con il latte materno e possedere, in quantità e qualità, un apporto di nutrienti molto intenso ma al tempo stesso facilmente digeribile.

A fronte di un fabbisogno energetico e nutrizionale molto consistente, infatti, il cucciolo possiede un sistema digestivo ancora in via di formazione e quindi molto sensibile. Essendo un carnivoro stretto, il gattino richiede innanzitutto un massiccio apporto di proteine animali, indispensabili alla formazione del tessuto muscolare.

Per unire il miglior beneficio nutritivo alla massima digeribilità, la carne andrà scelta fra le più proteiche, leggere e assimilabili (come, ad esempio, il pollo e il pesce). Queste carni forniscono anche la quota più adeguata di sali minerali (ferro, potassio, fosforo, calcio) e di vitamine (A, C, D, gruppo B) necessaria allo sviluppo delle ossa, della cute, dei denti, della funzione cardiocircolatoria, dell'apparato respiratorio, del sistema nervoso, delle funzioni cognitive e delle difese immunitarie.

Alle carni è importante associare il contributo vitaminico di ingredienti vegetali altamente tollerati (frutta, ortaggi, legumi, erbe officinali) per il supporto del sistema immunitario, della vista e del sangue; questi alimenti, ricchi di fibre, sostengono anche il buon funzionamento del transito intestinale. Il riso e le patate, fonti di carboidrati altamente digeribili, forniscono al gattino la giusta quota di energia per tutte le sue attività quotidiane.

Dopo i 12 mesi, l'alimentazione del gatto necessita di apporti più bilanciati: il suo corpo, ormai adulto, entra nella fase del mantenimento, che richiede sostanzialmente la stessa tipologia di nutrienti (proteine, aminoacidi, vitamine, minerali) ma in quantità più moderate. Maggiore deve essere il tenore di antiossidanti (tocoferoli, vitamina E), così da contrastare l'invecchiamento cellulare che predispone il gatto all'insorgere di disfunzioni e cronicità. Molto utili saranno gli acidi grassi essenziali Omega 3 e 6 ad azione anti-infiammatoria, cardioprotettiva, metabolica e anti-colesterolo; questi nutrienti sono anche un valido ausilio per mantenere cute e pelo in ottima forma.

A ciò si aggiungono i fermenti prebiotici per la protezione del colon e le vitamine (A, C, gruppo B) benefiche per la vista e per il sistema immunitario. Non dovranno mancare i giusti valori di calcio, vitamina D e condroprotettori (glucosamina e solfato di condroitina) per il rinforzo delle ossa e delle articolazioni, parti del corpo che diventano sempre più vulnerabili con l'avanzare dell'età.

Una piccola quantità di carboidrati da riso o patate sosterrà il fabbisogno energetico evitando il rischio di intolleranze e disturbi digestivi. Il tutto con particolare attenzione ai dosaggi, alla digeribilità e al carico glicemico degli alimenti, così da fornire al micio un supporto nutrizionale completo senza causare sovrappeso e senza gravare sui reni, sul fegato e sulle vie urinarie.

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La terza età è un momento molto delicato: è possibile sentirsi vulnerabili, specialmente dal punto di vista affettivo. La solitudine e il senso di inutilità sono i due aspetti che più affliggono le persone anziane: i figli sono ormai cresciuti e hanno seguito la propria strada, e non c'è più il lavoro ad assorbire la maggior parte della giornata; ma, soprattutto, spesso manca qualcuno di cui prendersi cura e che sappia riempire ogni istante con la sua compagnia, il suo amore incondizionato e la sua gioiosa tenerezza.

Il gatto Ragdoll rappresenta la risposta giusta a tutti questi bisogni. Questo dolcissimo "gigante" del mondo felino possiede infatti, oltre ad una spettacolare bellezza, un’indole tenera e sensibile che lo rende il compagno ideale di tutte le persone sole, emotivamente fragili e bisognose di attenzioni. Lo dice il suo stesso nome: "Ragdoll", ovvero bambola di pezza, termine che esprime le sue eccezionali doti di bontà, docilità e amorevolezza.

Assolutamente unica nel suo genere, questa razza è la risultante di una serie di incroci volta ad eliminare ogni traccia di aggressività tipicamente felina e ad esaltare le caratteristiche di socievolezza, affettuosità e pazienza che, da secoli, fanno del gatto il compagno ideale di grandi e piccini. Giocherellone ma mai scatenato, il Ragdoll brilla per il suo temperamento equilibrato e discreto: nonostante sia sempre disponibile al gioco, non lo vedrete mai danneggiare la casa o combinare guai. Costantemente presente, sa però eclissarsi al momento giusto dando prova di sorprendente discrezione. E' un gatto mite e amante del silenzio: refrattario alla confusione, mostra una spiccata propensione per gli ambienti tranquilli, con ritmi di vita molto rilassati. Tale prerogativa lo conferma quale compagno ideale della persona anziana che, a causa della maggiore tendenza a stancarsi o perché affetta da vari disturbi, non di rado è costretta a rinunciare ad un amico peloso nel timore di non riuscire a "stargli dietro". Ma è soprattutto la straordinaria affettuosità a rendere il Ragdoll la "dolce metà" perfetta per la persona della terza età. Con il suo umano, il Ragdoll instaura immediatamente un rapporto strettissimo fatto di amore senza riserve, di complice intesa e di continuo contatto fisico.

La giornata ideale del Ragdoll? Quella trascorsa in braccio, tra coccole e parole affettuose. Con questo splendido micio è impossibile sentirsi soli! Lui stesso odia la solitudine, tanto da essere vivamente sconsigliato a chi passa molto tempo fuori casa. Esattamente come il cane, il Ragdoll accoglie il suo umano con grandi feste e lo segue di stanza in stanza senza separarsene mai; fra le sue braccia, si abbandona completamente e con totale fiducia. Accanto a questo meraviglioso e devoto compagno, qualsiasi anziano può ritrovare la gioia di vivere, di amare e di essere amato.

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A Marzo del 2020, in pieno lock down a causa della pandemia mondiale da coronavirus, nel nostro allevamento sono nati diversi cuccioli, come sempre capita in quel periodo dell’anno.

Quest’anno è stato speciale logicamente. Di solito infatti, mi occupo solo io dei nuovi nati e dei gatti in generale. Quest’anno a Marzo, sia mio marito che mia figlia erano a casa, in smart working lui e in Dad la ragazza. Cosi anche loro si sono potuti godere appieno la compagnia dei cuccioli e seguirli attivamente nella crescita. Soprattutto la ragazza che mi ha aiutato tantissimo con i piccoli e le mamme.

Tra questi cuccioli speciali e super coccolati, ne è nata una, una figlia unica dalla nostra vecchia gatta Fluffy. Una figlia unica, enorme, con un appetito formidabile che l’ha portata ad assumere la taglia di un gattino di un mese già a due settimane! Proprio in quel frangente, ho esclamato una mattina mentre le pulivo la cuccia: “Mamma mia! Che Panzotta che hai!” Dunque…il suo nome è rimasto tale: Panzotta. Abbreviato in Pan!

Tale nome è assolutamente ben meritato. Pan mangia a quattro ganasce. Le è rimasto un appetito pazzesco ed è diventata una gatta enorme! Tonda e bellissima! Marking perfetto, pelo lunghissimo, naso all’insù. Ha persino la fiamma bianca sul naso come suo padre Nathan. Una meraviglia di gatta! Se la portassimo in expo, vincerebbe di sicuro facendo un Campionato strepitoso! Proprio come i suoi avi a cui somiglia: Feanor in primisi! 

Ma non facciamo expo da anni e nemmeno Pan ne farà. Ma ovviamente è rimasta con noi. Un universo di fusa e di coccole! Meravigliosa e dolcissima! Adora masticare i cavi delle cuffiette del telefono! Attendiamo i suoi cuccioli per l’anno 2021!

Quando la gente mi chiede perchè si chiami Pan il riferimento che viene subito alla mente è alla Pan-Demia di coronavirus. Invece no…è Pan come Panzotta!!

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La vaccinazione è una procedura veterinaria fondamentale alla quale devono essere sottoposti tutti i gatti: il vaccino, infatti, rappresenta l'unica difesa da malattie infettive gravi e contagiose nei confronti delle quali non esiste cura. Queste patologie provocano al gatto sofferenze atroci, portandolo rapidamente alla morte: ciò accade più frequentemente ai cuccioli, il cui sistema immunitario è particolarmente fragile e indifeso. Per questo, vaccinare il tuo gatto non significa solo adempiere ad un obbligo di legge, ma è soprattutto un importante atto d'amore che gli assicura una vita lunga e sana.

Per garantire ad ogni profilassi piena efficacia, però, è necessario vaccinare il micio già al compimento del due mesi di età e rispettare le scadenze dei richiami annuali. A partire dalle 8-10 settimane di vita, infatti, il gatto inizia la fase dello svezzamento: gli vengono a mancare, quindi, gli anticorpi che ha assunto fino a quel momento attraverso l’allattamento. Il vaccino si pone in soluzione di continuità con il latte materno, fornendo all'organismo del piccolo tutta la protezione di cui ha bisogno.

Il primo vaccino viene diviso in due somministrazioni, eseguite a 15-20 giorni l'una dall'altra. Questa vaccinazione ha un'efficienza limitata nel tempo (12 mesi): una volta all’anno, quindi, è indispensabile eseguire il relativo richiamo, rispettando scrupolosamente la scadenza.

Ma quali sono, esattamente, i vaccini del gatto? A tal proposito occorre distinguere fra profilassi obbligatorie e non obbligatorie.

- Vaccini obbligatori. A questa categoria appartiene la cosiddetta "vaccinazione trivalente", ovvero il gruppo di vaccini a cui devono essere sottoposti obbligatoriamente tutti i gatti, indipendentemente dalla razza, dallo stile di vita e dall'ambiente in cui vivono. Questa profilassi di base, infatti, protegge dalle malattie infettive con il più alto livello di contagiosità, ovvero la rinotracheite (herpes virus), la calicivirosi (calici virus) e la gastroenterite virale (panleucopenia).

- Vaccini facoltativi. Fanno parte di questo gruppo le vaccinazioni contro la FeLV (leucemia felina), contro la peritonite infettiva felina (FIP) e contro la clamidiosi. Queste infezioni sono diffuse soprattutto nei gattili, nelle colonie feline e in tutti gli altri contesti molto promiscui: per questo, le vaccinazioni facoltative vengono generalmente effettuate solo sui gatti che vivono in questi ambienti. Per i gatti da appartamento, invece, basta di solito la vaccinazione trivalente alla quale, qualora ne esista la concreta necessità, il veterinario può suggerire di aggiungere il vaccino contro la FeLV. Altra vaccinazione che interessa il gatto è l'antirabbica: la sua applicazione, generalmente facoltativa, diventa obbligatoria in alcune zone d'Italia, in caso di viaggi all'estero e nelle esposizioni feline.

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Il gatto è noto per la sua proverbiale salute di ferro: la sua anatomia, infatti, è strutturata in modo da adattarsi a qualsiasi situazione ambientale, anche la più ostile. Tuttavia, il suo organismo non è affatto immune dagli attacchi di virus e batteri; in più, a causa di alcune particolari condizioni legate all'alimentazione o al corredo genetico, può essere colpito, specie in età avanzata, da vari tipi di neoplasie, come anche da patologie croniche che interessano il metabolismo, il sistema osteoarticolare, la funzionalità cardiovascolare e l'apparato digerente.

Nonostante gli indubbi progressi della medicina veterinaria, per alcune particolari malattie infettive del gatto, ancora oggi, non esiste cura: l'unica difesa è rappresentata dal vaccino. Si tratta, nello specifico, della rinotracheite, della gastroenterite virale e della calicivirosi, tre infezioni estremamente contagiose e talmente violente da portare rapidamente al decesso: contro queste tre patologie è obbligatorio vaccinare il gatto già a partire dai due mesi di età.
Altre malattie per cui il vaccino rappresenta l'unica cura sono la rabbia, la peritonite infettiva felina (FIP) e la leucemia felina (FeLV).

Per le malattie che è possibile curare, invece, l'efficacia delle terapie dipende soprattutto dalla tempestività con cui si effettua la diagnosi: cosa spesso non facile, perché il gatto, nella maggior parte dei casi, manifesta i sintomi molto tardivamente a motivo della sua elevata soglia del dolore. In questo caso, quindi, osservare costantemente il proprio gatto rappresenta il sistema più valido: alcuni segnali fisici e, soprattutto, le anomalie comportamentali sono infatti, il più delle volte, un campanello d'allarme. Prurito, scolo nasale e oculare, zoppia, sete eccessiva, minzione frequente (o, al contrario, difficoltosa), diarrea e vomito, perdita di pelo, dimagrimento, sovrappeso, inappetenza, stanchezza e prostrazione non devono mai passare inosservati, così come alcune alterazioni del normale comportamento (da molto vivace ad apatico, da socievole ad aggressivo, ecc.).

Tra le patologie più comuni che questi sintomi possono segnalare ci sono le problematiche cardiache, le infestazioni da pulci e parassiti (acari dell'orecchio, vermi intestinali), le infezioni del colon, il raffreddore, la toxoplasmosi, i disturbi dell'apparato urinario (cistiti, struviti, calcolosi), la coriza, la clamidiosi, le dermatiti, la congiuntivite, il diabete, l'insufficienza renale o epatica, i tumori e la FIV (una sindrome da immunodeficienza simile all'HIV umana).

Per combattere efficacemente queste patologie è fondamentale sottoporre il proprio micio a regolari visite di controllo, effettuare i richiami dei vaccini alla scadenza e rivolgersi al veterinario al primo sintomo sospetto. Assolutamente no al fai da te che, oltre a risultare inefficace, potrebbe aggravare ulteriormente lo stato della malattia e produrre complicanze di difficile gestione.

allevamento Ragdoll

Quando si sceglie un gatto Ragdoll è importante rivolgersi ad un allevamento che offra rigorose garanzie di qualità, serietà e tanto, tantissimo amore. Il Ragdoll, infatti, è un felino domestico molto particolare: vero tesoro di dolcezza e socievolezza, ha un'indole sensibile che va trattata con estrema delicatezza. In tal senso non è esagerato affermare che allevare un Ragdoll è molto diverso dal gestire un allevamento di gatti di razza.

Buono, mansueto e docile, questo splendido micio dagli occhi blu intenso richiede una dedizione assoluta, tanta è l'amorevolezza che contraddistingue il suo carattere. Lo sa bene Maria Federica Guagnano, fondatrice dell'allevamento Silmarilions – Silmarags, punto di riferimento d'eccellenza in Italia per tutti gli amanti del gatto Ragdoll. A lei va il merito di aver contribuito in modo significativo alla diffusione di questa meravigliosa razza nel nostro Paese. Circa vent'anni fa, conquistata dal suo temperamento incantevole e assolutamente fuori dal comune, Maria Federica ha deciso di dedicare tutta la sua vita e la sua attività a questo gatto così speciale: ha quindi creato un allevamento dedicato esclusivamente ai Ragdoll. Più che un'allevatrice, lei è una vera e propria "mamma" per i suoi protetti: il suo, infatti, non è un allevamento nel senso tradizionale del termine. Il luogo dove nascono e vengono cresciuti questi piccoli tesori è uno spazio di 60 mq con tre stanze ampie e luminose riservate unicamente a loro e arredate con tutti i comfort. Questa struttura consente ai mici di sentirsi a casa e di ricevere tutte le attenzioni di cui hanno bisogno. Curati, coccolati, sottoposti a regolari e scrupolosi controlli veterinari, i Ragdoll Silmarilions – Silmarags crescono in un ambiente ottimale per la loro sicurezza e per la loro salute, sia fisica che psicologica; la razza viene costantemente selezionata secondo gli standard più severi. Non a caso, da questo allevamento sono usciti campioni mondiali per le linee di sangue tradizionali e miste nei colori Seal, Blue Point, Lynx, Chocolate e Lilac.

L'allevamento si trova a Rocca Priora, in provincia di Roma: è quindi facilmente raggiungibile da tutta Italia. Il micio può essere prenotato già dalle 3-5 settimane di vita, previo deposito (non rimborsabile). Verso le 12-14 settimane i piccoli possono lasciare la madre: adeguatamente vaccinati e sverminati, vengono consegnati al nuovo proprietario insieme alla necessaria documentazione (libretto sanitario, certificati, pedigree, contratto di vendita, ecc.) e alle indicazioni sulla nutrizione e sulle altre cure. A seconda delle esigenze è possibile ritirare il peloso in sede oppure, per chi viene da fuori Roma, presso la Stazione Termini: quest'ultima soluzione è la scelta migliore per evitare al cucciolo lo stress della spedizione aerea.

Per contattare l'allevamento, trovate tutti i recapiti alla pagina del sito ufficiale https://www.ragdolls.it/it/contatti.html

allevamento Ragdoll

Il gatto Ragdoll, l'amico del cuore di ogni giorno, è anche il compagno di viaggio ideale. Dolce, paziente, amorevole, si adatta a qualsiasi situazione pur di seguire il suo amato umano. Attenzione, però: in vacanza come a casa vigono le stesse regole. Mai lasciarlo solo o farlo sentire trascurato; ogni ambiente in cui si trova deve essere assolutamente sicuro, dato che questa razza non ha un senso del pericolo particolarmente spiccato. Prima di partire preparagli un piccolo bagaglio con tutto il necessario: scorte di cibo, giochini, cuscino, copertina, antiparassitario, prodotti detergenti (shampoo secco, salviettine, ecc.), spazzola, ciotole, cassettina igienica, lettiera e quant'altro possa servire alla sua comodità. E, cosa più importante, non dimenticare i documenti: il libretto delle vaccinazioni aggiornato con i richiami annuali dei vaccini di base e, nel caso vi rechiate all'estero, anche il Passaporto Europeo per animali domestici. Qualche giorno prima della partenza, porta il tuo tesoro dal veterinario per una visita di controllo e per verificare che sia in regola con vaccini e richiami. Se la vostra meta è all'interno del territorio italiano può bastare la vaccinazione obbligatoria (la cosiddetta trivalente: rinotracheite, calicivirosi, panleucopenia); in alcune zone d'Italia e all'estero sono richieste anche altre procedure, come l'antirabbica. Il veterinario ti consiglierà in tal senso e provvederà alle eventuali profilassi mancanti. Il Passaporto Europeo, della validità di un anno, viene rilasciato dalla ASL di residenza: i tempi di consegna non sono immediati, quindi è sempre consigliabile farne richiesta con sufficiente anticipo.

Per poterlo ottenere dovrai presentare:

- Documento di identità e codice fiscale del proprietario;

- Certificato di vaccinazione antirabbica (il vaccino deve essere eseguito almeno 21 giorni prima);

- Certificato di applicazione del microchip;

- La ricevuta di un versamento (l'importo verrà indicato dalla stessa ASL) da effettuare con bollettino postale;

- Un apposito modulo debitamente compilato e firmato (che verrà fornito dalla stessa ASL).

Prima di richiedere il Passaporto Europeo per animali domestici, quindi, dovrai "microchippare" il tuo micio recandoti presso uno dei veterinari associati all'A.N.M.V.I. ("Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani"). Per trovare quello più vicino a te consulta la lista sul sito ufficiale http://www.anagrafenazionalefelina.it.

In Italia, il microchip non è obbligatorio per il gatto: quindi, se non hai in programma di recarti all'estero, puoi anche decidere di non sottoporre il tuo Ragdoll a tale procedura. Tieni presente comunque che, qualsiasi sia il vostro stile di vita, questa razza è sempre ad alto rischio di furto: nel caso del Ragdoll, quindi, l'impianto del microchip è consigliato per motivi di sicurezza. Attenzione anche alla fase della trasferta: se vi spostate in nave, treno o aereo, informati bene sulle regole della compagnia di riferimento in merito al trasporto di cani e gatti. Parimenti, quando prenoti il soggiorno ricorda sempre di scegliere una struttura che accetti gli animali domestici.

allevamento Ragdoll

Estate, tempo di relax e di viaggi: e quindi, tu e il tuo Ragdoll finalmente in vacanza insieme! Per le sue eccezionali doti di pazienza e mansuetudine, il gatto Ragdoll è un ottimo compagno di avventure: ovunque andrete, ti seguirà con gioia adattandosi splendidamente ad ogni situazione. Non ti resta che provvedere alla sua sicurezza e alla sua protezione con una delle misure in tal senso più efficaci: il microchip.

L'impianto di questo piccolo dispositivo viene accompagnato dall'iscrizione all'Anagrafe Nazionale Felina, in modo da agevolare il ritrovamento del tuo micio in caso di furto o smarrimento. Si tratta di una procedura non obbligatoria, ma altamente raccomandata in caso di gatti che viaggiano o che hanno la possibilità di allontanarsi da casa, anche solo saltuariamente; è inoltre indispensabile per ottenere il Passaporto Europeo per animali da compagnia.

L'Anagrafe Nazionale Felina è la banca dati informatizzata (non pubblica ma privata) creata dall' "Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani" (A.N.M.V.I.), nella quale vengono registrati tutti i gatti con microchip. Una volta sottoposto all'impianto del dispositivo, il gatto viene inserito in banca dati con una scheda identificativa personale. Così, in caso di ritrovamento di un gatto smarrito, basta la semplice lettura del microchip per risalire al suo proprietario. Per impiantare il microchip, effettuare l'iscrizione ai registri dell'Anagrafe e segnalare lo smarrimento o il ritrovamento di un gatto è necessario rivolgersi ad uno dei veterinari che aderiscono all'A.N.M.V.I. (l'elenco è disponibile sul sito ufficiale dell'associazione: http://www.anagrafenazionalefelina.it/).

L'impianto del microchip non è doloroso per l'animale, tanto che nei gatti più tranquilli (è il caso del Ragdoll) non richiede alcuna sedazione. Il microchip è una minuscola capsula in vetro biocompatibile che viene inoculata sottocute, solitamente nel collo o tra le scapole; il micio non sente alcun fastidio e può conviverci tranquillamente senza mai avvertirne la presenza. In condizioni normali, questo dispositivo resta del tutto inerte: solo quando viene attivato dall'apposito lettore rende il codice cifrato che serve a identificare l'animale. Dopo aver impiantato il microchip, il veterinario crea la scheda con tutti i riferimenti del gatto e del suo proprietario, riportandovi anche il codice. La procedura è a pagamento, con un costo variabile da veterinario a veterinario. E' molto importante fornire al veterinario i dati esatti (nome e cognome del proprietario, indirizzo, numero telefonico) e comunicare tempestivamente qualsiasi successiva variazione degli stessi. Quando il gatto viene smarrito, il proprietario deve rivolgersi ad un veterinario A.N.M.V.I., che provvederà ad effettuare la segnalazione in banca dati; chi ritrova, invece, deve recarsi alla ASL più vicina o da un qualsiasi veterinario per verificare se l'animale è microchippato. In caso affermativo, gli basta portare il gatto da un veterinario A.N.M.V.I., che provvederà a leggere il codice e a contattare il proprietario.

allevamento Ragdoll

Per il momento non c'è obbligo di iscrizione alla ASL per i gatti, cosa che invece sussiste per i cani. A meno che i gatti non debbano espatriare.

In quel caso, dovrete iniziare la procedura per ottenere il rilascio del passaporto europeo che consentirà al gatto di espatriare con o senza di voi.

Se dovete partire e portare il gatto fuori dall'Italia dovrete mettere il microchip, fare il vaccino antirabbico ed espletare le pratiche per il rilascio del passaporto europeo alla vostra ASL veterinaria di residenza. Fortunatamente la rabbia non è quasi più diffusa nel nostro paese. Però il vaccino antirabbico è indispensabile proprio se il nostro gatto deve andare all'estero. Dovrete dunque far mettere il chip dal veterinario il quale dichiara il gatto alla ASL e poi fa l’antirabbica. Dopodiché dovrete fare voi tutta la trafila dei documenti per il rilascio del passaporto. Ossia pagare l’importo relativo tramite bonifico bancario o bollettino postale, prendere appuntamento con la Asl e presentarsi con la copia del pagamento e i seguenti certificati: dichiarazione di impianto di microchip, certificato antirabbico, certificato della Asl con la destinazione e data di espatrio. Molte Asl non rilasciano subito il passaporto ma ricevono solo i documenti e poi vi daranno appuntamento per il ritiro un altro giorno. Considerate che gli uffici della Asl veterinarie sono aperti al pubblico due o tre giorni a settimana, dipende dalla Asl. Se il gatto parte con voi, basterà il passaporto europeo. Se il gatto parte da solo allora dipende dalla destinazione dove deve andare. Per alcuni paesi fuori Europa occorre anche il certificato di espatrio. Si ottiene sempre alla Asl ma in un altro ufficio di solito e bisogna pagare un'altra tassa.

Considerate che tutta questa operazione richiede circa 2 mesi poiché ci sono i tempi tecnici relativi all'antirabbica, ossia almeno un mese da quando viene fatto il vaccino a quando si puo’ andare alla Asl.  Dunque se dovete partire con il gatto preparatevi per tempo.

In alcuni paesi poi ci sta una quarantena in entrata e dunque non potrete portare il vostro gatto se non facendogli fare una quarantena alla frontiera e farla qui in Italia prima di partire tramite L’Istituto Zooproflilattico. 

Sono 6 mesi per la Gran Bretagna, 50 giorni per alcuni paesi Scandinavi. Insomma informatevi bene altrimenti rischiate che non vi imbarchino il gatto al momento della partenza e che ve lo sequestrino all’arrivo.

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Finalmente è arrivata l'estate! Per te e per il tuo Ragdoll è il momento di progettare le prossime vacanze che, indipendentemente dalla meta, saranno meravigliose perché vissute insieme. Come tutti i gatti, il Ragdoll possiede una spiccata capacità di adattamento, alla quale si unisce il vivo desiderio (tipico di questa dolcissima razza) di non separarsi mai dal proprio compagno umano. Paziente e amorevole, il Ragdoll è disposto a seguire ovunque il suo amico del cuore; tuttavia, proprio perché si tratta di un gatto dall'indole delicata e sensibile, è importante non lasciare assolutamente nulla al caso.
Ecco tutti gli accorgimenti per una perfetta vacanza "a misura di Ragdoll".

- Prima della partenza. Scegli una struttura ricettiva che accetti cani e gatti e, se viaggiate in nave, aereo o treno, informati bene in fase di prenotazione sulle modalità di trasporto degli animali domestici. Porta il tuo piccolo tesoro dal veterinario per una visita di controllo e per verificare che tutti i vaccini siano in regola. Qualsiasi sia la destinazione scelta, il tuo micio dovrà essere sempre accompagnato dal suo libretto delle vaccinazioni aggiornato. Entro i confini del territorio italiano bastano i normali vaccini di base, ma in alcune regioni d'Italia e all'estero possono rendersi necessarie alcune profilassi aggiuntive (l'antirabbica, ad esempio). Chiedi al tuo veterinario.

- Precauzioni speciali. Durante la trasferta, il micio potrebbe accusare i tipici malesseri da viaggio; chiedi al veterinario di prescriverti un farmaco specifico contro il mal d'auto, d'aria, di mare o di treno. Non dimenticare i prodotti antiparassitari: l'estate, soprattutto nelle località calde e umide (vicino al mare, in prossimità dei laghi, ecc.), favorisce la proliferazione dei flebotomi e di altri parassiti. Attenzione ai colpi di calore e agli sbalzi di temperatura: il gatto dovrà viaggiare sempre chiuso nel suo trasportino al riparo dal sole e dalle correnti d'aria. Inumidiscigli spesso il manto e assicurati che beva per evitare la disidratazione. Rivesti il fondo del trasportino con una o più traversine igieniche, sarà opportuno soprattutto se il viaggio è lungo e rende poco agevole l'uso della lettiera. Parla spesso al tuo micio durante il percorso, così da rassicurarlo e fargli sentire la tua vicinanza. Non dargli mai da mangiare nelle ore che precedono la partenza, così da scongiurare il rischio di vomito o diarrea.

- Il bagaglio. Anche il tuo Ragdoll viaggia con un piccolo ma indispensabile corredo: spazzola, ciotole, copertina, cuscino, giochini, salviettine e altri prodotti detergenti, cassettina igienica e lettiera. Fai scorta delle sue solite crocchette e del cibo umido: potresti non reperirli nella zona di destinazione.

Una volta arrivati, ricorda sempre la regola principale: mai far sentire trascurato il tuo Ragdoll. Dedicagli la maggior parte della giornata e, se devi allontanarti da lui, non lasciarlo mai solo per troppo tempo. Assicurati che l'ambiente sia sicuro, confortevole e con un clima ottimale. Buon viaggio!

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Il Ragdoll e’ una razza da pet teraphy a tutto tondo. Va bene per i bimbi, i disabili, le persone fragili e va benissimo anche per le persone anziane.  E’ un gatto affettuoso e socievole e che richiede attenzioni e presenza. Non necessita di grandi spazi e puo’ esser tenuto anche in un piccolo appartamento. Di solito infatti sta dove sta il suo padrone e lo segue per casa. Dunque un vero toccasana per l’esigenza di compagnia ed affetto che spesso hanno persone anziane o sole.

La fase dell’infanzia del cucciolo pero’ puo’ essere piu’ pesante per chi non e’ piu’ giovane specie se ha una mobilita’ ridotta. Il cucciolo tende a mettersi tra le gambe o comunque, va seguito di piu’ per impostare una educazione di base, proprio come i bambini. Puo’ essere troppo giocherellone e vivace e dunque risultare impegnativo per un anziano che non deambuli. Deve essere istruito per bene all’uso del tronco tiragraffi se non si vuole che rovini qualche sedia di casa, e questo richiede energie fisiche e impegno mentale Se questa fosse la situazione, e si desiderasse lo stesso dare a un proprio parente anziano la compagnia di un Ragdoll, si puo’ scegliere un gatto adulto invece che un cucciolo. Un Ragdoll adulto si adatta subito bene alla nuova casa, essendo un gatto non territoriale che ha bisogno della presenza umana innanzi tutto. I Ragdoll anche a 6, 7 anni cambiano casa senza batter ciglio a patto che vengano accuditi e coccolati. Al contrario, se l’anziano e’ in buona salute, occuparsi del cucciolo puo’ comportare benefici psicologici, emotivi e fisici. Sempre considerando che i Ragdoll stanno sempre appiccicati ai padroni e dunque e’ facile trovarseli fra i piedi…! 

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Bisogno d'affetto, senso di solitudine, ricerca continua di compagnia e di ascolto: gli anziani si sentono spesso vulnerabili. Per questo, la terza età è il momento della vita in cui si avverte più forte la necessità di una presenza che faccia sentire amati, rassicurati e confortati.

La pet-therapy rappresenta sicuramente una delle risposte più valide a questa esigenza: e il gatto Ragdoll, in particolare, è in grado di offrire in tal senso un supporto straordinario. La sua indole risulta estremamente compatibile con la condizione di chi, come tanti anziani, soffre di fragilità emotiva o vuoti affettivi: il gatto Ragdoll, infatti, si distingue per un carattere eccezionalmente buono, mansueto e affettuoso.

Nata negli anni Sessanta del secolo scorso negli Stati Uniti, questa razza è la risultante di incroci accurati volti ad eliminare totalmente le prerogative di aggressività e indipendenza proprie del felino domestico, così da sviluppare capacità di dedizione e affetto del tutto simili a quelle del cane. In realtà, il risultato è andato ben oltre le aspettative: non è esagerato dire che il Ragdoll si lega al suo proprietario più strettamente ed incondizionatamente di quanto molti cani siano capaci di fare. A questa rara amorevolezza, il gatto Ragdoll associa la consueta autosufficienza del felino e un atteggiamento silenzioso, pacato e docile: questi aspetti si rivelano estremamente importanti nella convivenza con le persone anziane, non di rado impossibilitate a seguire un animale molto vivace, rumoroso o imprevedibile.

Letteralmente "invaghito" del suo compagno umano, il Ragdoll ne diventa all'istante la "dolce metà", seguendolo ovunque e trascorrendo le giornate fra le sue braccia. Con un Ragdoll in casa è davvero impossibile sentirsi soli o soffrire di carenze affettive: più che affezionarsi, sarebbe più esatto dire che questo dolcissimo micio si innamora del suo compagno umano. Per questo bisogna sempre stare molto attenti a non urtare la sua delicata sensibilità. Se rimproverato, trascurato o lasciato solo, infatti, il Ragdoll si intristisce e si chiude in sé stesso.

Dotato di una spiccata intelligenza, comprende al volo le situazioni e impara il nostro linguaggio con grande facilità. Nonostante sia sempre accanto al suo umano, del quale desidera condividere ogni momento, il Ragdoll non è mai invadente; discreto e tranquillo, stupisce per la prontezza con la quale ubbidisce. Se quindi sei entrato nella terza età o hai una persona cara che sta attraversando questa delicata fase, scegli un gatto Ragdoll: sarà un meraviglioso atto d'amore che cambierà in meglio la vita di chi lo riceve.

 

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Biscotto e’ il gatto che da anni fa da mascotte al nostro allevamento. E’ il piu’ tipico Ragdoll che abbiamo al momento, quello che piu’ somiglia ai Ragdoll originali che importammo dagli Usa nel 1993. Enorme, assolutamente fiducioso e disarmante nella sua incredibile capacita’ di “afflosciarsi” in tutte le situazioni.

Con Biscotto si capisce perche’ Ann Baker decise di chiamare la razza “Ragdoll”, Bambola di pezza, tanti anni fa. Quanto tenti di prenderlo in braccio, non solo si rilassa ma sembra letteralmente “sciogliersi” in mano. Se volessi prenderlo senza impelarmi per esempio sarebbe impossibile. Servono entrambe le braccia e bisogna sostenerlo in tutte le direzioni: sotto il sedere, sotto le ascelle, sul dormo, sotto la testa. Insomma…servirebbero anche tre braccia ad avercele! Dunque te lo devi incollare su tutto il corpo come il gatto senza spina dorsale  dei Peanuts  Ve lo ricordate?

Se invece Biscotto e’ per terra e si tenta di spostarlo con un piede per esempio o una gamba, perche’ si vorrebbe passare, allora lui si sdraia all’indietro buttandosi come uno straccio e poi si rotola sulla schiena allargandosi come una coperta. Dunque bisogna chinarsi e spostarlo trascinandolo sul pavimento e, incredibilmente, diventa ancora piu’ lungo e largo! Se entra in una cuccia o in un recipiente qualunque, prende assolutamente la forma del recipiente, non sto scherzando! Non ha paura di niente, e’ completamente imperturbabile qualunque cosa si faccia a un centimetro da lui, il che comprende: aspirapolvere, risse di altri gatti che si scannano, bambini che strillano, lavatrice, cane che abbaia dalla finestra. Niente lo scuote. Tranne il rumore di una scatolette di tonno che si apre….in quel caso, agile e velocissimo, nonostante la sua mole, e’ capace non solo di mettersi in piedi ma addirittura di correre come un missile e sbaragliare la concorrenza! Un fenomeno di Ragdoll!

 

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Questi giorni che trascorriamo in casa sono un'occasione preziosa per dedicare più tempo a chi amiamo. Gatto compreso! Quindi via libera alla fantasia per inventare tanti giochi divertenti con cui condividere insieme le giornate. Intrattenere un micio non è sempre facile, soprattutto se il piccolo peloso è abituato ad entrare e uscire a suo piacimento. Di colpo, infatti, la necessità di restare in casa potrebbe risultargli poco gradita, causandogli noia e malinconia. Il rimedio? Coccole, pazienza e tanti giochini da fare tra le mura domestiche.

I giochi per gatti si dividono essenzialmente in due categorie: gli oggetti con cui può intrattenersi da solo e i cosiddetti "giochi di interazione" con il proprio umano. Nell'uno e nell'altro caso non occorre armarsi di un'arsenale di giocattoli sofisticati, magari costosi: diversi oggetti e materiali di uso comune, facilmente reperibili in ogni casa, possono essere utilizzati per realizzare in un attimo giochini stimolanti e molto apprezzati. Il segreto per capire le preferenze ludiche del proprio gatto è osservarne il comportamento. Il tuo amico peloso ama alla follia gli inseguimenti? Proponigli una piccola preda da rincorrere legando un pezzo di carta o di stoffa ad una cordicella e trascinandolo ovunque. In alternativa, prova col metro da sartoria: molti gatti adorano inseguirlo e morderlo.

Tutti i mici adorano stanare la preda dal loro nascondiglio: altro gioco di interazione di sicuro successo, quindi, consiste nel creare una situazione in cui una preda nascosta deve essere scovata e catturata. Prendi un bastoncino dalla punta arrotondata (basta anche un vecchio cucchiaio di legno) e nascondine una parte sotto un cuscino, facendo in modo che l'estremità faccia capolino e si muova leggermente. Puoi usare allo scopo anche una di quelle asticelle con le piumette colorate in cima: le piume che sporgeranno da sotto il tessuto simuleranno la coda di un uccellino, attirando immediatamente l'attenzione del piccolo cacciatore.

Le palline restano un grande classico: puoi acquistarle on line (quelle in gommapiuma sono particolarmente adatte in appartamento, perché non fanno rumore e non causano danni) ma anche confezionarle in vari materiali, come la carta e l'alluminio da cucina. Il micio può giocarci da solo, ma puoi usarle anche come gioco di interazione lanciandole o nascondendole (sotto una coperta, ad esempio). Alcuni gatti, come i cani, amano riportarle indietro: se noti nel tuo micio un comportamento di questo tipo, lodalo ogni volta, così da "addestrarlo" al riporto.

Il bastoncino con le piumette o la canna da pesca, che puoi costruire anche con materiali di recupero, simulano il volo degli uccelli, e sono perfetti per dar vita ad appassionanti cacce domestiche. Non dimenticare di lodare il tuo amico ogni volta che cattura la preda. A molti gatti piace giocare a nascondino con il proprio umano: prova a nasconderti e poi a chiamarlo sottovoce. E dopo la caccia e le corse, un gioco rilassante e "tecnologico" che potrete fare comodamente seduti sul divano: i pesciolini da "acchiappare" sul tablet o lo smartphone. Sul mercato esistono in proposito tante app da scaricare, anche gratuite. Buon divertimento!

 

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Da 10 anni ho la fortuna di vivere con i Ragdoll, la mia è diventata una vera e propria dipendenza… più passa il tempo, più mi accorgo di non poterne fare a meno e sfido chiunque abbia avuto uno di questi meravigliosi gatti a non pensarla come me!

Attualmente condivido la mia vita con Seshy, Cooper e Taro…tre bamboloni bellissimi e dolcissimi: senza dubbio colpiscono per la loro smisurata bellezza, per i loro occhioni azzurri, per il pelo fluente e setoso ma chi conosce i Ragdoll, sa che il loro vero comune denominatore è un altro, ovvero tenerezza, bontà, dolcezza, fiducia ed amore incondizionati. La cosa che più di tutte mi stupisce ogni volta che in casa arriva un nuovo cucciolo è continuare a rilevare queste meravigliose costanti nonostante l’evidente diversità dei caratteri di ognuno di loro.

Seshy ha 9 anni…è un gigante buono, senza tema di smentita credo sia non il gatto bensì l’ ”essere” più buono e dolce di tutta la terra… è più ubbidiente di un pastore tedesco… è enorme, simpaticissimo, pigro e quando russa, lo sentono anche i nostri vicini.

Cooper ha 4 anni… ha uno sguardo che disarma…languido e dolce…è un cacciatore provetto e giocherebbe sempre. E’ un gatto gentile, affettuoso, coccolone e con la sua smisurata tenerezza mi ha aiutato a sopportare la perdita del mio adorato, indimenticabile Cookie..il mio primo Ragdoll

Taro ha poco più di un anno…è un cucciolo meraviglioso e non fa altro che chiedere attenzioni…..è un vero e proprio Ragdoll “Retriever” : il suo gioco preferito è riportare palline e topolini posticci e se non ci si sbriga a lanciarli il più lontano possibile, provvede a sollecitarti accarezzandoti con la zampina…è a dir poco logorroico.. ti accoglie correndoti incontro, miagolando all’impazzata per mostrare la sua felicità nel rivederti anche se ti sei allontanato per soli 10 minuti….


Questi sono i miei Ragdoll: tre gatti con età e caratteri diversi ma tutti con la medesima innata, commovente bontà.
 

Ovunque io vada, loro sono con me.. non riescono a stare in una stanza diversa da quella in cui mi trovo io. Sono affettuosi con tutti, indistintamente…appena sentono suonare il citofono si precipitano davanti alla porta di casa in attesa di ricevere gli ospiti…. mai un graffio, un morso, o il minimo segno di aggressività; se si cambia anche solo il tono della voce, loro lo percepiscono guardandoti con sguardo interrogativo per capire cosa hanno fatto.

 

I gatti sono animali fantastici, affascinanti .. si creano con loro rapporti indescrivibili, magici ma  quello dei Ragdoll è un mondo a parte e poter condividere la propria vita con uno di questi gatti è un privilegio, un dono a cui nessuno dovrebbe rinunciare.

Caterina Taragna

 

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L'otoacariasi (o "acari delle orecchie"), rappresenta un problema molto diffuso tra i gatti randagi o che, comunque, frequentano abitualmente gli spazi esterni: questa patologia, infatti, è favorita dalla scarsa igiene e dalla promiscuità. Tuttavia, essendo estremamente contagiosa, l'otoacariasi può non di rado colpire anche il gatto domestico.

A causarla, infatti, è un parassita capace di infestare qualsiasi luogo o oggetto e di trasmettersi con un solo contatto, anche indiretto. Si tratta dell'"Otodectes Cynotis", un insetto microscopico dall'aspetto simile a quello di un ragno. Questo piccolo organismo trova nel condotto uditivo del gatto il calore e il nutrimento ideali: una volta stanziato, vi si nutre delle secrezioni e dei detriti organici e vi si riproduce a ritmo vertiginoso, formando numerose colonie. Le popolazioni di queste colonie si muovono da un canale uditivo all'altro per cui, di solito, l'infezione colpisce entrambe le orecchie. Dalle orecchie, talvolta, l'infezione può estendersi ad altre parti del corpo (come la cute intorno al padiglione e sul dorso) manifestandosi con gli stessi sintomi delle allergie e delle dermatiti: per questo, l'otoacariasi risulta difficile da diagnosticare senza appositi strumenti o esami mirati.

Dal gatto infetto, gli acari si trasferiscono con estrema rapidità all'ambiente circostante infestando cucce, coperte, tappeti, poltrone, giocattoli e altri oggetti: ecco perché l'otoacariasi è una condizione estremamente contagiosa, che può trasmettersi facilmente non solo ai gatti ma anche ad altri animali come il cane e il furetto. Oltre a propagarsi con facilità, l'otoacariasi può degenerare velocemente in forme acute e difficilmente trattabili, provocando al gatto molta sofferenza: per questo è molto importante che venga curata tempestivamente e nel modo più opportuno.

Il primo segnale riconoscibile è il prurito. L'infiammazione causata dai morsi degli acari suscita nel micio un disagio insopportabile, spingendolo a grattarsi insistentemente e a tenere una postura innaturale, con la testa piegata da un lato. Altra manifestazione tipica è un abbondante cerume scuro (simile ai fondi di caffè), dall'odore particolarmente sgradevole a causa della presenza di sangue e batteri. La cute all'interno del padiglione appare rossa e infiammata; all'esterno, il grattamento continuo può causare lesioni e croste. Se quindi noti nel tuo gatto questo tipo di sintomatologia, non esitare a contattare il veterinario. Gli acari, infatti, sono invisibili a occhio nudo, e possono essere rilevati sono con un'adeguata visita ambulatoriale.

No anche alle cure fai-da-te, che potrebbero peggiorare il problema o provocare effetti indesiderati; in presenza di una otoacariasi, solo il veterinario è in grado di prescrivere la terapia più efficace e risolutiva. In casa, sarà necessario mantenere un'igiene ottimale di tutti gli ambienti frequentati dagli animali domestici: gli acari, infatti, possono annidarsi non solo nel "corredo" del tuo micio (cuccia, cuscini, spazzole, ecc.) ma anche sui mobili e nei tessili d'arredamento.

allevamento RagdollSe il tuo gatto frequenta abitualmente gli spazi esterni, potrebbe rendersi necessario l'impianto del microchip. A differenza di quanto previsto per il cane, nel caso del gatto la procedura è facoltativa; viene richiesta obbligatoriamente solo ai fini del rilascio del Passaporto Europeo. Tuttavia, poiché rappresenta un sistema estremamente efficace per rintracciare l'animale, essa viene caldamente raccomandata quando esiste un elevato rischio di smarrimento o furto.

Ma cos'è esattamente il microchip, e come funziona? Il microchip è un dispositivo di minuscole dimensioni che viene inoculato al gatto per via sottocutanea, solitamente fra le scapole o ad un lato del collo. L'intervento deve essere necessariamente eseguito da un veterinario abilitato ed è totalmente sicuro per la salute del micio; si svolge in modo rapido e indolore e non richiede anestesia, tranne in caso di soggetto molto irrequieto. Il microchip si presenta come una capsula in vetro trasparente; al suo interno, un codice univoco di 15 cifre contiene i dati identificativi del gatto e del suo proprietario.

Il dispositivo funziona come un transponder: ciò significa che in condizioni normali è completamente inerte, e che non emette alcun tipo di vibrazione fino al momento in cui viene "interrogato" da uno specifico lettore. Contestuale all'inserimento del microchip è l'iscrizione all'Anagrafe Nazionale Felina, ovvero al registro informatizzato privato istituito dall' "Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani" (A.N.M.V.I.). Quando un gatto microchippato viene iscritto, l'Anagrafe crea una scheda contenente i suoi dati segnaletici (età, razza, ecc.), il numero del suo microchip e i riferimenti anagrafici del suo proprietario. Qualsiasi eventuale variazione successiva di questi dati (cambio di residenza o di recapito telefonico del proprietario, ad esempio) deve essere comunicata tempestivamente al veterinario aderente, che provvederà ad aggiornare o, in caso di decesso del gatto, a cancellare la scheda.

L'impianto del microchip e la registrazione alla banca dati sono prestazioni veterinarie e come tali hanno un costo, variabile da veterinario e veterinario. Non è possibile, però, effettuarle in qualsiasi ambulatorio, ma solo presso i veterinari che aderiscono all'iniziativa (l'elenco completo è sul sito ufficiale dell'Anagrafe). Quando un gatto microchippato viene smarrito o se ne sospetta il furto, il proprietario deve recarsi da un veterinario aderente per effettuare la segnalazione in banca dati. Chi ritrova il gatto, invece, deve portarlo subito all'ASL o da un veterinario iscritto all'Ordine per verificare che possieda il microchip; una volta accertata la presenza del dispositivo, dovrà rivolgersi ad un veterinario aderente per sottoporre l'animale alla lettura del microchip. Sarà così possibile accedere al codice identificativo e risalire al proprietario.

allevamento RagdollA differenza di quanto previsto per il cane, nel caso del gatto non sono obbligatori né il microchip, né l'iscrizione all'Anagrafe Nazionale Felina. Tuttavia, la microchippatura e la registrazione rappresentano un accorgimento molto efficace per la sicurezza del tuo gatto: si tratta infatti di procedure identificative che facilitano al massimo il ritrovamento e il riconoscimento. Sono quindi altamente consigliate in caso di gatti domestici che possono accedere agli spazi esterni e per i quali esiste un elevato rischio di furto o smarrimento.

Per iscrivere il tuo micio nei registri dell'Anagrafe, dovrai recarti presso uno dei veterinari aderenti (trovi i nominativi nell'elenco pubblicato sul sito ufficiale http://www.anagrafenazionalefelina.it/.). Nella banca dati dell'Anagrafe, una scheda personale riporterà tutti i riferimenti utili all'identificazione del tuo gatto, ovvero i dati segnaletici (data di nascita, razza, aspetto, ecc.), i dati anagrafici del proprietario e il codice identificativo di 15 cifre contenuto all'interno del microchip. Quest'ultimo è un dispositivo elettronico sottocutaneo che viene impiantato dal veterinario tramite inoculazione. L'intervento, rapido e indolore, non necessita di sedazione (tranne in caso di gatto molto irrequieto) ed ha un costo che varia da veterinario a veterinario. Il microchip viene inserito di solito su un lato del collo (o fra le scapole, in caso di gatto molto piccolo). Consiste in un minuscolo "transponder" in vetro trasparente biocompatibile che in condizioni normali è completamente inerte; l'unico modo per attivarlo è la sollecitazione prodotta da un apposito strumento preposto alla lettura del codice di 15 cifre.

Così, quando un gatto dotato di microchip viene ritrovato, un qualsiasi veterinario autorizzato dall'Anagrafe può, con la semplice lettura del codice, procedere all'identificazione e mettersi in contatto con il proprietario. Per questo è fondamentale che i dati della scheda siano sempre aggiornati: ogni variazione (di residenza, numero telefonico, proprietario, ecc.) deve quindi essere comunicata tempestivamente all'Anagrafe.

Ogni proprietario lo sa: il gatto Ragdoll rende la vita più bella. Anzi, è più esatto dire che la trasforma completamente, dando a tutti i momenti, anche a quelli meno piacevoli, quella nota positiva e gioiosa che aiuta ad affrontare meglio la vita.
Straordinariamente buono e delicato, questo gatto è un vero angelo capace di legarsi al suo umano di un affetto sconfinato e incondizionato: accanto ad un Ragdoll, la solitudine non esiste. Il gatto Ragdoll è il vero compagno per la vita, in grado di colmare i vuoti affettivi con la sua vicinanza, le sue coccole e la sua giocosa spensieratezza. E quindi è naturale che, dopo un po', venga voglia di adottarne un secondo. Il desiderio di avere più gatti in casa è un tratto comune a tutti gli amanti del felino domestico: condividere la propria esistenza con un gatto, infatti, è una continua scoperta, a contatto con un mondo affascinante, coinvolgente e misterioso. Nel caso del Ragdoll, a tutto ciò si aggiunge il suo carattere docile, ubbidiente e amorevole: giorno dopo giorno, conquistati da questa dolcezza fuori dal comune, è inevitabile desiderare di "allargare la famiglia".

Talvolta, però, si esita a compiere il passo per timore di non saper gestire due gatti, o di offendere la delicata suscettibilità del nostro peloso. Niente di più sbagliato! Se hai già un gatto Ragdoll in casa, affiancargli un fratellino o una sorellina della stessa razza può dare solo vantaggi. Per i membri della famiglia, due Ragdoll in giro per casa significa poter usufruire di una doppia dose di affetto, coccole e compagnia; e, data l'indole giocherellona di questa razza, i bimbi impazziranno di gioia ad avere un compagno in più che li segua nei loro giochi e nelle loro scorribande. E, se temi le consuete difficoltà di integrazione, rassicurati: il Ragdoll va d'accordo con tutti gli animali, e accetta di buon grado l'arrivo di un nuovo compagno. Anzi: dopo qualche giorno i due diventeranno praticamente inseparabili, e potranno farsi buona compagnia. Ciò risulterà estremamente positivo quando tu e i tuoi familiari dovrete assentarvi da casa: da quel momento in poi, infatti, lasciare da solo il tuo peloso non sarà più un problema, dato che avrà sempre il fratello (o la sorella) accanto.

Cerca sempre di ripartire in modo equo le attenzioni fra i due gatti, così che non nascano gelosie o malumori. Il Ragdoll è un tipo mite e tranquillo, quindi non dovrai preoccuparti che i tuoi due tesori, diventati complici, combinino alcun tipo di guaio o danno in casa; solo, crea le migliori condizioni per la loro sicurezza. Dato che, com'è noto, questa razza ha un senso del pericolo molto poco sviluppato e non è in grado di cadere in piedi, potrebbe accadere che, giocando fra loro, i tuoi piccoli amici si facciano male. L'ambiente domestico dovrà quindi essere, ancor più di prima, "a misura di Ragdoll".

Quando condividi la tua vita con un gatto, i controlli veterinari di routine rivestono un ruolo prioritario. Tale ruolo accresce ulteriormente la sua importanza se il tuo amico peloso è una gatta non sterilizzata: nell'eventualità di una gravidanza, infatti, dovrai prevedere un iter basato su visite ed esami molto specifici.

Quando la gatta non è incinta, un monitoraggio periodico attraverso strisci vaginali e dosaggi ormonali è indispensabile per verificare lo stato di salute dell'apparato riproduttore; in caso di gravidanza, un apposito calendario di visite ostetriche accerterà il corretto sviluppo dei feti.

Nel gatto, la gravidanza dura in media dai 64 ai 67 giorni; in alcune razze, questo tempo può protrarsi fino a 70 giorni (è il caso, ad esempio, del siamese). I sintomi non sono immediatamente riconoscibili, ed è per questo che molti proprietari si accorgono che la loro gatta è incinta quando la gravidanza è in stadio già avanzato, col rischio di trascurare le precauzioni del caso.

Attenzione quindi ai possibili segnali rivelatori: se la gatta vomita, si lecca insistentemente le parti intime, fa le fusa più spesso del solito e appare nervosa e stanca, è molto probabile che sia incinta. A questi primi sintomi seguono, man mano che si avvicina il momento del parto, alcuni cambiamenti più marcati, come l'aumento dell'appetito, l'ingrossamento del ventre, l'arrossamento e l'ingrandimento dei capezzoli.

Come procedere non appena si sospetta una gravidanza? Il primo passo da fare consiste nel portare la micia dal veterinario che provvederà, attraverso la palpazione dell'addome, a confermare lo stato di gravidanza. Si potrà eseguire anche una diagnosi precoce ecografica per individuare con esattezza l'età fetale e per prevedere con buona approssimazione il giorno del parto. A scadenze prestabilite, la gatta dovrà tornare in ambulatorio per sottoporsi ai necessari controlli: l'ecografia, in tal senso, rappresenta la procedura più efficace per attestare il buon andamento della gestazione. I piccoli possono essere individuati dallo strumento ecografico già verso il quindicesimo giorno, mentre il battito del loro cuore è rilevabile a partire dal ventiduesimo giorno.

In condizioni normali, la gatta è perfettamente in grado di partorire da sola: basta prepararle una cuccia comoda in un angolo tranquillo della casa e restare accanto a lei per qualsiasi evenienza. In caso di complicazioni (perdite scure, eccessiva fatica nella fase espulsiva, sofferenza prolungata) è importantissimo rivolgersi al veterinario, che potrà predisporre un cesareo d'urgenza.

Quando si decide di adottare un micio, uno dei dubbi più frequenti riguarda il suo livello di adattabilità alla vita in famiglia. Il nostro nuovo amico, infatti, dovrà abituarsi alla nostra casa, ai nostri ritmi quotidiani, al nostro carattere e a quello dei nostri familiari, all'eventuale presenza di bambini o altri animali, ecc.
Che il piccolo quattrozampe possa inserirsi bene nel nostro contesto è essenziale, non solo per noi ma anche per il suo stesso benessere psicofisico: un gatto che si sente a suo agio nell'ambiente domestico, infatti, è sereno, poco aggressivo e fisicamente meno predisposto allo sviluppo di patologie.

Ma come essere sicuri che il suo carattere possa "legarsi" immediatamente con il nostro e con quello dei nostri cari? Esistono, a tal proposito, alcune razze feline più "domestiche" rispetto ad altre, grazie alla loro marcata inclinazione verso l'essere umano e ad un carattere estremamente docile: fra tutte, spicca in modo particolare il Ragdoll. Questo bellissimo gatto di origine nordamericana assomma in sé le peculiarità caratteriali di due razze affettuose e mansuete: il gatto d'angora e il sacro di Birmania. Negli anni, gli allevatori hanno ulteriormente affinato la selezione arrivando ad ottenere un gatto dal carattere molto simile a quello del cane: socievole, mansueto, paziente, assolutamente non aggressivo e amorevole fino alla dipendenza nei confronti dei "suoi" umani. Lo stesso appellativo di "Ragdoll" (letteralmente "bambola di pezza") ne esprime perfettamente lo spirito arrendevole e fiducioso, ben visibile nella sua tendenza ad abbandonarsi senza riserve fra le braccia del padrone.

Proprio grazie alla sua eccezionale dolcezza, il Ragdoll è la scelta ideale per ogni tipologia di famiglia. Splendido compagno per i bambini, che ama seguire nei loro giochi e nelle loro scorribande, il Ragdoll è "l'angelo custode" di tutte le persone sole, emotivamente fragili e bisognose d'affetto, alle quali offre una compagnia costante e un amore incondizionato. Per questi stessi motivi, il gatto Ragdoll è perfetto per le famiglie senza figli. Può, ad esempio, aiutare le coppie mature o anziane i cui figli vivono tutti lontani da casa: avere una creatura amorevole di cui prendersi cura, in questi casi, risulta molto utile per superare il trauma. Ma è ideale anche per le coppie giovani senza figli, che nel suo affetto possono trovare una presenza dolce su cui riversare tenerezza e attenzioni.

Va molto d'accordo anche con gli altri animali, cani o gatti che siano: quindi, non problem se, al suo arrivo, in casa ci sono già dei pelosi, o se ne verranno adottati altri in futuro. Di qualsiasi tipologia di famiglia si tratti, l'essenziale è che con lui ci sia sempre qualcuno: delicato e sensibile, il Ragdoll non sopporta di essere lasciato solo nemmeno per un breve arco di tempo. Attenzione ai modi: mai rivolgersi bruscamente o rimproverarlo, si offenderebbe e si chiuderebbe in sé stesso, manifestando un vivo dispiacere.

Parti per le vacanze? Non hai bisogno di rinunciare alla compagnia del tuo gatto: puoi tranquillamente portarlo con te. Grazie al loro proverbiale spirito di adattamento, i gatti affrontano bene sia le trasferte che i soggiorni fuori casa: l'importante è garantire loro alcuni comfort fondamentali e attrezzarsi in modo da non rischiare disagi o imprevisti.

Ecco quindi un piccolo vademecum della perfetta "vacanza a misura di gatto".

- Prima di partire. E' molto importante accertarsi che la struttura alberghiera scelta accetti gli animali domestici: servirà a scongiurare sgradevoli sorprese una volta giunti a destinazione. Qualsiasi sia la vostra meta, il tuo piccolo amico dovrà essere in regola con tutte le vaccinazioni di base: oltre ad assicurargli un'efficace difesa dalle principali malattie infettive, ciò ti consentirà di esibire il libretto delle vaccinazioni aggiornato ovunque ti sia richiesto. Qualche settimana prima della partenza, quindi, porta il micio dal veterinario per eseguire (qualora non lo avessi ancora fatto) i richiami di tutti i vaccini obbligatori e sottoporlo ad una visita di controllo. In caso di necessità, il veterinario effettuerà una o più vaccinazioni aggiuntive (come l'antirabbica, obbligatoria all'estero e altamente consigliata in alcune zone d'Italia). Se viaggerete fuori dal territorio italiano dovrai procurarti anche il Passaporto Europeo per gli animali domestici, da richiedere alla tua ASL di competenza. Qualora il tuo gatto fosse un soggetto sensibile o ansioso, potrebbe rendersi necessario un farmaco contro il mal d'auto, di mare, d'aria o di treno: chiedi consiglio al tuo veterinario. Importante: non somministrare alcun tipo di cibo nelle ore immediatamente precedenti la partenza per evitare disturbi gastrici.

- Prepariamo i bagagli. Scorte del solito cibo e un piccolo corredo di accessori utili aiuteranno te e il tuo micio a vivere la vacanza in piena tranquillità. Porta tante confezioni di crocchette e di alimenti umidi quante ne serviranno in tutto il tempo del vostro soggiorno: è possibile, infatti, che alcune marche o linee di prodotto non siano reperibili nella zona di destinazione. Aggiungi un piccolo necessaire con spazzola, pettine, lettiera, cuscino, giochini, shampoo secco, salviettine detergenti, antiparassitario, ciotole e altri articoli di uso quotidiano. Non dimenticare uno spruzzatore: opportunamente riempito di acqua minerale, servirà a rinfrescare il tuo tesoro durante il viaggio, evitando disidratazione e colpi di calore. 

- Il trasferimento. Qualsiasi sia il mezzo scelto, il gatto deve viaggiare sempre ben chiuso nel suo trasportino (se viaggiate in nave, treno o aereo, sarà opportuno informarsi preventivamente con la compagnia di interesse sulle normative vigenti in merito). Per sicurezza, metti una o più traverse igieniche sul fondo del trasportino. Colloca il trasportino in un angolo ombroso e ben aerato per evitare i colpi di sole e, in caso di viaggi in macchina, prevedi soste frequenti per far bere il piccolo e permettergli di usare la lettiera. Mentre viaggiate, fagli sentire la tua vicinanza rassicurandolo con parole dolci e carezze; durante il soggiorno, cerca di non lasciarlo da solo per troppo tempo, soprattutto nei primi giorni.

L'alimentazione del gatto anzianoAlla burocrazia non si sottraggono neanche i nostri amici a quattro zampe: alcuni documenti specifici, infatti, devono obbligatoriamente accompagnarli in tutti i loro viaggi. Per il gatto, in particolare, la documentazione necessaria consiste in due tipi di attestazioni: il libretto delle vaccinazioni e il Passaporto Europeo per gli animali da compagnia.

Vediamo in breve di cosa si tratta.

- Il libretto delle vaccinazioni (o libretto sanitario)

Vaccinare il tuo piccolo amico contro le principali malattie infettive è una pratica veterinaria obbligatoria che ha due obiettivi: immunizzare l'animale e contrastare la propagazione dei virus. Per poter viaggiare, sia in Italia che all’estero, il tuo gatto dovrà dimostrare di essere regolarmente vaccinato e di non rappresentare un potenziale veicolo di contagio. Il libretto delle vaccinazioni, dove vengono registrate tutte le vaccinazioni effettuate, serve proprio ad attestare che il micio è perfettamente in regola con le normative vigenti. La profilassi obbligatoria per il gatto, detta anche "vaccinazione trivalente", comprende tre vaccini: rinotracheite (herpes virus), calicivirosi (calici virus) e gastroenterite virale (panleucopenia).
A questi piani di base possono essere aggiunti, secondo necessità, altri vaccini facoltativi, come l'antirabbica (obbligatoria all'estero e in alcune zone d'Italia), la clamidiosi, la leucemia felina (FeLV) e la peritonite infettiva felina (FIP): sarà il veterinario a stabilirne l'opportunità in base al caso specifico. Il solo libretto, rilasciato e compilato dal veterinario con tutti i dati concernenti vaccini, interventi e altre annotazioni sanitarie, è sufficiente per viaggiare entro i confini del territorio italiano; fuori dall'Italia, invece, è necessario aggiungere a questo documento uno speciale Passaporto per animali domestici.

- Il Passaporto Europeo

Deve essere richiesto alla ASL di competenza presentando un documento di identità in corso di validità e il codice fiscale del proprietario, unitamente al certificato di avvenuta vaccinazione antirabbica del peloso; la sua funzione non sostituisce quella del libretto sanitario, per cui ogni volta che tu e il tuo gatto vi recherete all'estero dovrai portare con te entrambi i documenti.
Il Passaporto Europeo per animali da compagnia contiene alcune informazioni salienti sul gatto (nome, data di nascita, razza, sesso, aspetto del mantello, numero del microchip, estremi della vaccinazione antirabbica, trattamenti antiparassitari) e i dati personali del suo proprietario. In caso di viaggi in paesi extraeuropei, il certificato andrà integrato con le specifiche richieste dalla nazione di interesse (come il certificato di buona salute dell'animale o la legalizzazione del passaporto).

L'alimentazione del gatto anzianoIl gatto è esposto ai parassiti praticamente tutto l'anno: non parliamo solo delle pulci, ma anche dei patogeni intestinali. Tuttavia, con l'arrivo della bella stagione il rischio aumenta in modo esponenziale, in quanto, com'è noto, le alte temperature sono favorevoli alla loro proliferazione. In più, durante l'estate il gatto esce molto più frequentemente all'esterno e, che si tratti di un balcone o di un giardino, il rischio di un'infestazione è sempre molto elevato.

Cosa fare? Per combattere i parassiti del tuo gatto, la prevenzione è sicuramente l'arma vincente. Le pulci possono attaccare il tuo micio in qualsiasi momento, mentre gironzola in terrazza o fra le aiuole del giardino. Possono essere infatti veicolate da altri animali (come i topi) oppure annidarsi tra le crepe dei muri, in mezzo alla vegetazione e in altri luoghi umidi (tubi di scarico, grondaie). Se consenti al tuo piccolo amico di uscire all'aria aperta, quindi, almeno un mese prima comincia a trattarlo con un antiparassitario spot-on: questo prodotto è confezionato in una fialetta e va versato tra le scapole, a stretto contatto con la cute. Il suo effetto dura generalmente un mese, quindi segna su un calendario la data dell'ultima applicazione per poter ripetere il trattamento con la tempistica corretta.

Per quanto concerne le parassitosi intestinali, molti proprietari sono portati a pensare che il problema riguardi solo i gatti che consumano carne cruda. Niente di più sbagliato: anche un gatto domestico sottoposto alle più rigorose norme igieniche può contrarre vermi e microrganismi. Fuori casa, infatti, il micio può facilmente entrare in contatto con uova e larve; talvolta siamo noi stessi a diffonderle inconsapevolmente negli ambienti domestici, semplicemente camminando in casa con le stesse scarpe che abbiamo utilizzato all'esterno. Così, quando il nostro peloso si lecca le zampe "contaminate" li ingerisce e viene infestato.

Il rimedio? Lava e disinfetta bene pavimenti e superfici, evitando di usare in casa calzature e altri oggetti che sono entrati a contatto con l'esterno. Controlla frequentemente la lettiera: se dovessi notare feci molle o con presenza di vermi (gli ascaridi, ad esempio, somigliano a degli spaghetti e sono facilmente riconoscibili) contatta subito il veterinario per farti prescrivere un adeguato vermifugo. La somministrazione del vermifugo è imprescindibile soprattutto quando il tuo micio cattura una preda viva: per i parassiti intestinali come per le pulci, infatti, topi e uccelli sono veicoli preferenziali.

L'alimentazione del gatto anzianoSe hai un gatto e lo ami alla follia, prima o poi potresti sorprenderti a pensare: e se ne adottassi un altro?

Il desiderio di avere più gatti in casa può avere varie motivazioni, dalla pura e semplice passione per l'affascinante universo felino al pensiero che il proprio amico peloso possa essere più felice con un compagno di giochi. Molti proprietari si chiedono, a questo punto, se sia possibile una pacifica convivenza tra gatti all'interno delle mura domestiche. La risposta è: si, ma a certe condizioni. Ovvero, rispettando i tempi e le modalità più opportuni, senza mai sottovalutare la territorialità e la naturale diffidenza del gatto. L’integrazione dovrà avvenire gradualmente, predisponendo inizialmente ambienti e accessori separati e poi creando poco a poco sempre più occasioni di avvicinamento. In genere, la socializzazione avviene entro i primi dieci giorni e, nella maggior parte dei casi, crea legami di amicizia affettuosi e duraturi.

Meglio ancora se almeno uno dei gatti appartiene ad una razza socievole come il Norvegese delle Foreste, il Main Coon, il Sacro di Birmania e, soprattutto, il Ragdoll. Questo splendido micio di origine nordamericana è considerato a buon diritto il felino più docile, pacifico e socievole del mondo. In casa va d'accordo praticamente con tutti: e non parliamo solo di adulti e bambini, ma anche degli altri animali, a qualsiasi specie appartengano. Nei riguardi dei suoi simili, il gatto Ragdoll è molto ben disposto: nel caso in cui sia lui il "padrone di casa", quindi, la fase di inserimento dell'altro gatto sarà estremamente semplice. Dato il suo carattere sensibile e permaloso, però, è molto importante riservare al Ragdoll sempre la stessa dose di coccole e attenzioni: se dovesse sentirsi trascurato a favore del fratellino, infatti, potrebbe diventare geloso o molto malinconico.

L'alimentazione del gatto anzianoALLATTAMENTO ARTIFICIALE

Nel malaugurato caso in cui la gatta non abbia latte o abbia subito un cesareo o muoia durante o dopo  il parto, dovrete pensare ai cuccioli. Se conoscete un’altra gatta che ha partorito da poco potete provare a darle i gattini perché li adotti. In caso contrario, dovrete farvene carico voi.

I gattini vanno allattati (con latte in polvere specifico per gatti) ogni due ore e subito dopo la poppata va loro massaggiato il pancino per stimolare le funzioni corporee. Ricordatevi di sterilizzare sempre il biberon e controllare la temperatura del latte. Normalmente i gattini iniziano lo svezzamento a quattro settimane. Nel caso di gattini allattati artificialmente si può anticipare lo svezzamento a tre settimane.

Purtroppo se i gattini non hanno la possibilita’ di prendere il colostro sono soggetti ad ammalarsi facilmente e potreste perderne alcuni. L’allattamento artificiale non è mai come quello materno, ovviamente.


SVEZZAMENTO

I gattini vengono accuditi dalla madre completamente senza bisogno di aiuto fino ad un mese circa.

Dovete solo controllare che la madre mangi a sufficienza, prenda la sue vitamine, che devono contenere taurina, e cambiare i lenzuolini ogni giorno, oltre che pesarli regolarmente.

Tra i sette e gli undici giorni apriranno gli occhi. Potrebbe formarsi una sostanza appiccicosa che laverete via con un po’ di ovatta e collirio alla camomilla. 

Ad un mese il latte della madre non bastera’ piu’ e si dovra’ iniziare lo svezzamento.

Si potra’ iniziare con un po’ di cibo specifico per gattini. Ne esistono molte marche in commercio. Usate solo quelle di alta qualita’!

Sia secco che umido va bene, anche mescolati tra loro. Se con il cibo umido si sporcano troppo e la madre non li ripulisce, usate il secco finche’ non raggiungono i due mesi.

All’inizio i gattini potrebbero fare difficolta’ e rifiutare il cibo. Bastera’ allontanare la madre per un paio di ore in modo che i piccoli abbiamo piu’ appetito quando si offrira’ loro il piattino col cibo. Abbiate cura di scegliere piattini molto bassi perché i Ragdoll ad un mese ancora hanno riflessi lenti e traballano sulle zampette.

Dopo pochi giorni avranno preso il via e mangeranno senza problemi. Scegliete cibo cosiddetto premium, ad alta qualita’. Niente marche scadenti perché i piccoli sono delicati e la loro salute ne soffrirebbe.

Ricordate che a questa eta’ il loro intestino si deve adattare al cambio di dieta i ed anche una banale diarrea può essere molto pericolosa. 

Potete sempre mischiare la scatoletta ad un po’ di crema di riso. 

Date loro anche i croccantini ed assicuratevi che imparino a mangiarli. Essi sono importanti per la crescita e saranno importanti in seguito nella prevenzione del tartaro. Infatti esistono attualmente in commercio dei croccantini che aiutano ad affrontare questo problema, spesso fastidioso per gatti e padroni.

Mano a mano che i piccoli crescono la madre li allattera’ sempre meno. Certe gatte smettono naturalmente ad un certo punto di dare il latte ai cuccioli, altre invece li allattano finche’ non vanno via. Non esiste una regola.

Se la gatta sta bene e non e’ deperita la si può lasciare godersi i cuccioli anche piu’ del tempo. Se invece e’ molto magra allora sara’ il caso di togliere i gattini anche a due mesi.

L'alimentazione del gatto anzianoEsattamente come per l'essere umano, anche per i nostri amici animali i vaccini rappresentano la difesa più efficace dalle principali malattie infettive.

Nel caso del gatto, la profilassi mira ad immunizzare l'organismo contro quei virus nei confronti dei quali non esiste cura: se contratte, tali malattie possono arrecare al felino gravi sofferenze e portarlo addirittura al decesso.
Le procedure si distinguono in due tipologie: vaccini di base e vaccini facoltativi. Le vaccinazioni obbligatorie del gatto costituiscono la cosiddetta "trivalente", che raggruppa rinotracheite (herpes virus), calicivirosi (calici virus) e gastroenterite virale (panleucopenia).

Dato l'alto tasso di contagiosità di queste infezioni, il percorso vaccinale di base deve essere somministrato obbligatoriamente, prescindendo da qualsiasi condizione particolare: di conseguenza, dovrai vaccinare il tuo gatto anche se non esce mai di casa. Qualora lo ritenga necessario, il veterinario potrà aggiungere alla trivalente il vaccino contro la leucemia felina (FeLV): l'iter vaccinale, in questo caso, prende il nome di "tetravalente". Nelle colonie feline e in tutti gli altri contesti in cui esiste un elevato livello di promiscuità viene invece eseguita la "pentavalente", che aggiunge agli altri quattro vaccini anche quello contro la clamidiosi.

Altri percorsi vaccinali facoltativi sono la peritonite infettiva felina (FIP) e l'antirabbica: quest'ultima è obbligatoria in molti paesi esteri e in alcune particolari zone d'Italia. L'età giusta per la prima vaccinazione è intorno ai due-tre mesi. Fino a quel momento, infatti, il gattino è stato protetto dal latte materno, ricco di anticorpi; la necessità del vaccino subentra quando mamma gatta comincia a secernere sempre meno latte, così da non essere più in grado di nutrire e immunizzare adeguatamente i suoi cuccioli. I vaccini, quindi, sostituiscono e proseguono l’attività immunoprotettiva del latte materno.

L’efficacia del vaccino è limitata nel tempo: per questo, alle vaccinazioni devono seguire i relativi richiami annuali, che il veterinario effettuerà alla scadenza prestabilita. Le date dei vaccini e dei richiami vengono poi annotate su un apposito libretto, che dovrà sempre accompagnare il micio durante le visite mediche e i viaggi.

L'alimentazione del gatto anzianoOggi, l'aspettativa di vita del gatto si è notevolmente allungata rispetto al passato, arrivando a superare anche i 15 anni: merito di cure veterinarie più efficaci, di una maggiore attenzione alla prevenzione e, soprattutto, di un’alimentazione più sana e funzionale.

Il gatto, solitamente, viene considerato anziano a partire dai 7-9 anni; da questa fase della vita, il suo equilibrio psicofisico diventa sempre più delicato e richiede quindi una dieta altamente specifica. L’avanzare dell’età rende il sistema immunitario sempre meno forte: l’alimentazione del gatto anziano, quindi, deve includere tutti quei nutrienti capaci di offrire un adeguato sostegno contro le infezioni, come la vitamina C e le vitamine del gruppo B, ottime anche per mantenere in efficienza le funzioni cerebrali.

Altrettanto importanti sono gli antiossidanti (selenio e vitamina E), sostanze in grado di preservare l'integrità e la vitalità delle cellule contrastando l'invecchiamento di organi e tessuti. Nel gatto anziano, il sistema osteoarticolare rappresenta uno dei punti più fragili: per mantenere in salute le ossa e le articolazioni, quindi, il tuo micio avrà bisogno di assumere nutrienti dalla spiccata azione condroprotettrice (Glucosamina e Solfato di Condroitina) e alcuni sali minerali come il calcio e il fosforo. Allo stesso tempo, però, queste componenti devono essere accuratamente bilanciate: un dosaggio eccessivo di minerali, ad esempio, può gravare sui reni e sulle vie urinarie, acutizzando la già naturale predisposizione del gatto anziano all'insufficienza renale e ai calcoli di struvite. Anche l'apporto proteico va fornito tenendo conto di queste necessità: le proteine, infatti, devono essere sempre presenti ma in quantità minore, sia per un diminuito fabbisogno legato ad una maggiore sedentarietà, sia per non appesantire la funzionalità renale.

Altro "punto debole" del gatto anziano è la digestione: dopo i sette anni, infatti, possono verificarsi con più frequenza alcuni comuni disturbi gastrointestinali (stipsi, diarrea, meteorismo) e i fenomeni di intolleranza alimentare. Per questo, la dieta del tuo micio in età avanzata deve essere composta unicamente da ingredienti leggeri e perfettamente compatibili con le sue capacità digestive, come le formulazioni senza cereali. Molto utili in tal senso i fermenti prebiotici, che esercitano sulla microflora intestinale una benefica azione stimolante, aiutando ad assimilare meglio i nutrienti del cibo e a proteggere l’intestino dai batteri patogeni.

Per quanto riguarda l'apporto calorico, meglio orientarsi su ingredienti a basso indice glicemico in grado di fornire il giusto livello di energia con la massima digeribilità (riso, patate). Attenzione anche ai grassi: in età matura il metabolismo rallenta, predisponendo il felino al sovrappeso e a patologie croniche come l'obesità e il diabete. Ideali le carni magre come il pollo, l'agnello e il maiale; ottimo il salmone, anche per il suo elevato contributo di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6, benefici per il cuore, la cute e il pelo.

viaggiare con il ragdollIl Natale è una splendida occasione per concedersi una vacanza con il proprio amico a quattro zampe. Se poi il tuo amico è un gatto Ragdoll, il viaggio e il soggiorno saranno ancor più sereni e gioiosi.

Come nella vita domestica, infatti, durante le trasferte fuori casa questo meraviglioso micio brilla per il suo grande spirito di adattamento e la sua volontà di seguire il suo umano anche in capo al mondo. Purchè ti abbia accanto, quindi, il tuo piccolo peloso non soffrirà in modo particolare il cambiamento di ambiente; è comunque importante rispettare alcuni semplici accorgimenti, affinchè gli spostamenti in auto, treno, nave o aereo non siano per lui una fonte di disagio o di stress psicofisico.

Prima della partenza, porta il tuo micio presso il vostro ambulatorio di fiducia per una visita di controllo; a seconda della destinazione, il veterinario potrà stabilire l'opportunità di eventuali vaccinazioni facoltative (come l'antirabbica, obbligatoria in alcuni paesi) o prescrivere un farmaco contro il mal d'auto, di mare o di treno. Porta sempre con te il suo libretto delle vaccinazioni aggiornato; in caso di viaggio all'estero, informati con la tua ASL di competenza sulla eventuale necessità del passaporto per animali da compagnia.

Affinchè il soggiorno sia il più confortevole possibile, prepara al tuo piccolo tesoro un bagaglio personale con i suoi accessori di utilizzo quotidiano (spazzola, pettine, shampoo secco, ciotole, giochini, lettiera e relativa vaschetta, cuscino, copertina) e fai scorta del suo cibo preferito per scongiurare il rischio di non poterlo reperire nella zona di villeggiatura. Il gatto Ragdoll è noto per la sua corporatura robusta e per la sua salute di ferro; tuttavia, come tutti gli altri felini, il suo organismo può risentire degli sbalzi climatici o di una temperatura eccessivamente bassa. Fallo viaggiare al caldo e ben protetto dagli spifferi, ponendo una copertina all'interno del trasportino e usandone un'altra per coprire l'esterno; in questo modo, il micio si sentirà al sicuro anche da rumori, odori e sguardi estranei. Per sicurezza, fodera il fondo del trasportino con una o due traversine igieniche.

Durante il viaggio, fagli sentire la tua vicinanza parlandogli spesso e accarezzandolo. Ricorda di farlo bere a intervalli regolari per evitare la disidratazione e fai delle soste appena possibile per permettergli di usare la lettiera. Attenzione ai "botti" a Natale e a Capodanno: per evitare che il tuo peloso si spaventi o subisca danni all'udito, chiudi bene porte e finestre per attutire il rumore e rassicuralo con carezze e parole affettuose. Non lasciarlo mai solo per troppo tempo: in un luogo non familiare, la già scarsa propensione del Ragdoll per la solitudine potrebbe degenerare in un vero e proprio trauma.

title="viaggiare con il ragdoll" src="/images/sampledata/viaggiare-con-il-gatto.png" alt="viaggiare con il ragdoll" />Il Natale è una splendida occasione per concedersi una vacanza con il proprio amico a quattro zampe. Se poi il tuo amico è un gatto Ragdoll, il viaggio e il soggiorno saranno ancor più sereni e gioiosi.

Come nella vita domestica, infatti, durante le trasferte fuori casa questo meraviglioso micio brilla per il suo grande spirito di adattamento e la sua volontà di seguire il suo umano anche in capo al mondo. Purchè ti abbia accanto, quindi, il tuo piccolo peloso non soffrirà in modo particolare il cambiamento di ambiente; è comunque importante rispettare alcuni semplici accorgimenti, affinchè gli spostamenti in auto, treno, nave o aereo non siano per lui una fonte di disagio o di stress psicofisico.

Prima della partenza, porta il tuo micio presso il vostro ambulatorio di fiducia per una visita di controllo; a seconda della destinazione, il veterinario potrà stabilire l'opportunità di eventuali vaccinazioni facoltative (come l'antirabbica, obbligatoria in alcuni paesi) o prescrivere un farmaco contro il mal d'auto, di mare o di treno. Porta sempre con te il suo libretto delle vaccinazioni aggiornato; in caso di viaggio all'estero, informati con la tua ASL di competenza sulla eventuale necessità del passaporto per animali da compagnia.

Affinchè il soggiorno sia il più confortevole possibile, prepara al tuo piccolo tesoro un bagaglio personale con i suoi accessori di utilizzo quotidiano (spazzola, pettine, shampoo secco, ciotole, giochini, lettiera e relativa vaschetta, cuscino, copertina) e fai scorta del suo cibo preferito per scongiurare il rischio di non poterlo reperire nella zona di villeggiatura. Il gatto Ragdoll è noto per la sua corporatura robusta e per la sua salute di ferro; tuttavia, come tutti gli altri felini, il suo organismo può risentire degli sbalzi climatici o di una temperatura eccessivamente bassa. Fallo viaggiare al caldo e ben protetto dagli spifferi, ponendo una copertina all'interno del trasportino e usandone un'altra per coprire l'esterno; in questo modo, il micio si sentirà al sicuro anche da rumori, odori e sguardi estranei. Per sicurezza, fodera il fondo del trasportino con una o due traversine igieniche.

Durante il viaggio, fagli sentire la tua vicinanza parlandogli spesso e accarezzandolo. Ricorda di farlo bere a intervalli regolari per evitare la disidratazione e fai delle soste appena possibile per permettergli di usare la lettiera. Attenzione ai "botti" a Natale e a Capodanno: per evitare che il tuo peloso si spaventi o subisca danni all'udito, chiudi bene porte e finestre per attutire il rumore e rassicuralo con carezze e parole affettuose. Non lasciarlo mai solo per troppo tempo: in un luogo non familiare, la già scarsa propensione del Ragdoll per la solitudine potrebbe degenerare in un vero e proprio trauma.

malattie del gattoIl Ragdoll è un gatto decisamente fuori dal comune: dolcissimo e affettuoso, si distingue per una capacità di legarsi al "suo" umano che non ha nulla da invidiare al cane. In effetti, è proprio a questo risultato che mirava Ann Baker, l'allevatrice statunitense che ne iniziò la selezione negli anni Sessanta: eliminare molte delle caratteristiche tipicamente "feline", prima fra tutte l'aggressività, per creare una razza eccezionalmente docile e tranquilla. Ma la mancanza di aggressività non è l'unica peculiarità che contraddistingue il Ragdoll: in questo gatto, infatti, la selezione è stata responsabile anche di altre curiose modifiche.

A differenza degli altri gatti, infatti, il Ragdoll non possiede il senso del pericolo: può quindi ferirsi con facilità se l'ambiente non è stato predisposto con accorgimenti "su misura". Quando si adotta un gatto Ragdoll, quindi, è necessario preparare accuratamente la casa prima del suo arrivo. Ma quali sono, esattamente, le misure da mettere in atto per garantire al Ragdoll uno spazio domestico ideale?

Il primo passo consiste nell'eliminare da ogni ambiente tutte le possibili fonti di pericolo: spigoli, oggetti frangibili o taglienti, posti su cui arrampicarsi, aperture dalle quali il micio potrebbe cadere. Una particolare attenzione deve essere riservata a finestre, scale e balconi, che devono essere protetti con apposite reti o resi inaccessibili. Per quanto riguarda l'indispensabile corredo, per il Ragdoll vigono le stesse regole valide per tutti i gatti: dalla cuccia alla cassettina igienica, gli spazi a lui dedicati devono essere tranquilli, puliti, al riparo da correnti d'aria e il più possibile silenziosi. Le ciotole e la lettiera devono essere posizionati in luoghi separati e ad una certa distanza. La cuccia deve essere composta da una cesta, un morbido cuscino e una copertura variabile a seconda delle stagioni (federa in cotone d'estate, copertina d'inverno). Tieni presente però che il Ragdoll ama condividere gran parte della sua giornata con il suo padrone, per cui non ti accadrà raramente di vederlo dormire sul tuo letto, sulla tua poltrona preferita e soprattutto fra le tue braccia.

Ragdoll richiedono un'alimentazione di altissima qualità per mantenere in buona salute il loro folto pelo e il sistema immunitario. Ricorda che questo gatto ha un'indole delicata e sensibile: ciò può portarlo ad offendersi facilmente e a chiudersi in sé stesso. Usa sempre un tono di voce pacato quando ti rivolgi a lui e non farlo mai sentire trascurato.

Non lasciarlo mai solo per troppo tempo: i Ragdoll soffrono moltissimo la solitudine, per cui vanno adottati solo dalle famiglie di cui almeno un componente è sempre in casa. Istruisci i bambini affinché lo trattino con rispetto e non abusino della sua pazienza. Quando lo tieni in braccio, mantieni una presa salda: il Ragdoll, infatti, non sa girarsi prontamente per atterrare in piedi, e in caso di caduta potrebbe farsi molto male.

malattie del gatto

Il Diabete è tra le patologie più diffuse nei gatti. Recenti studi hanno dimostrato che l'obesità è la causa scatenante del Diabete di tipo 2 nei gatti.

Il Diabete nei gatti è una malattia piuttosto importante che si scatena nel pancreas. La mancanza di una corretta produzione di insulina provoca un eccesso di zuccheri nel sangue e nelle urine. Come nell'uomo, anche l'apparato digerente del gatto scompone il cibo in vari elementi, tra cui il glucosio. Questa sostanza, fondamentale per l'organismo, viene trasportata negli organi e trasformata in energia proprio grazie all'insulina. Quando la produzione di quest'ultima è alterata, il glucosio rimane nel sangue e aumenta i valori della glicemia, scompensando i grassi e le proteine.

Ma quali sono i sintomi di questa malattia del gatto? La perdita di peso improvvisa, la maggiore frequenza di mangiare e bere, collegata all'assiduità a urinare sono i campanelli d'allarme della presenza del Diabete. Nei casi più gravi si potrebbe riscontrare anche il manifestarsi di infezioni del tratto urinario e la perdita del pelo.

Il Diabete Mellito può essere di tipo 1 e di tipo 2. Quest'ultimo è più frequente nei gatti e provoca l'esaurimento funzionale del pancreas. Se le cause del Diabete felino non sono ancora note, si è accertata una maggiore incidenza di questa patologia nei gatti anziani e in quelli obesi. Ecco che l'alimentazione può rendere il corpo del gatto meno sensibile agli effetti dell'insulina. Sappiamo infatti che i gatti non sono in grado di metabolizzare i carboidrati come gli umani. Cacciatori di carne per eccellenza, essi necessitano di proteine nella loro dieta alimentare. Speciali diete consigliate dai veterinari prediligono la somministrazione di cibi specifici che abbassano i livelli di insulina e assicurano una graduale perdita di peso. 

Il trattamento del Diabete felino si effettua mediante il prelievo di campioni di sangue e urina. Un'accurata analisi si accerta dei livelli di glucosio nel sangue e opta per la somministrazione di insulina mediante iniezione. Accorgimenti da parte del padrone in merito a una corretta alimentazione, con pasti a orari prestabiliti, aiutano il gatto a fare progressi, riducendo nel tempo le dosi di insulina.

Per semplificare, un Mitted ha, come il Colourpoint una coppia di geni per il disegno colourpoint, ma ha un gene dominate bianco, il gene S.
Tale gene viene indicato come S1 ( oppure come Sm -- per indicare Mitted ). S1 per indicare il livello 1 di espressione. Ossia un livello medio.

Il genotipo base di un Mitted sarà: S1 s

Nel caso dei Bicolori, come accennato prima, abbiamo una maggiore espressione del gene bianco che si estende sul corpo non limitandosi ai guantini. Per meglio distinguere le due varietà indicheremo questo gene S con S2, ad indicare l'espressione del gene S al livello 2. Ossia ad un livello maggiore del mitted, tanto per intenderci.

Il genotipo base del bicolore sarà:  S2 s. Questo genotipo di bicolore viene chiamato BICOLORE VERO per distinguerlo dai successivi tipi che vedremo e perché, accoppiato con un colorpoint riproduce se stesso, ossia altri colorpoint e bicolori veri.

Ora supponiamo di accoppiare 2 Colourpoint. Ricordiamo che i geni sono i coppie uguali, cosi' quando si dividono ( nel caso di cellule sessuali) e si riuniscono nel concepimento, il nuovo embrione avrà di nuovo lo stesso genotipo:  ss . Ossia sarà un Colourpoint.

Se accoppiamo un Colourpoint con un Mitted, le cellule Mitted si dividono equamente e il 50% non avrà il gene S mentre l'altra metà lo avrà. Ciò si dimostrerà con l'avere una cucciolata %9% Colourpoint e 50% Mitted.

Lo stesso accade nel caso di un Colourpoint accoppiato ad un Bicolore Vero. Avremo la metà di piccoli Colourpoint e la metà Bicolori ( Veri ).

Se accoppiamo due Mitted, avremo una situazione dove il 50 % delle cellule sessuali di ogni genitore ha il livello 1 del gene  S ed abbiamo il 25% di possibilità che questi geni si incontrino. 

Che succede allora? 

Abbiamo una coppia di geni S1 per il bianco, ossia S1S1. Se combiniamo assieme i livelli del gene S arriveremo ad una espressione esteriore di livello 2, ossia simile al Bicolore per quanto riguarda la percentuale di bianco sul corpo, ma siccome questo " Bicolore" ha 2 geni S1 è chiamato eterozigote per tale gene ( in poche parole esso porta due volte lo stesso gene  -- il gene Mitted! ) 

Noi lo chiamiamo HIGH MITTED.

Appunto perchè portatore di due geni Mitted.

Ricordate, solo geneticamente è diverso dal primo bicolore. Esteriormente sono uguali.

Dunque sarà un BICOLORE HIGH MITTED:

Se accoppiamo un Ragdoll High Mitted con un Colourpoint, le cellule sessuali si dividono ancora, ma tutte le cellule del genitore High Mitted portano il gene S1, cosi' tutti i cuccioli lo avranno e il loro genotipo sarà S1s. Ossia saranno tutti dei Mitted.

Una cosa simile accade se accoppiamo due Bicolori insieme. C'è il 25% di possibilità che un gattino riceva il gene S2 da ogni genitore ed abbia un genotipo S2 S2.

Prendendo i livelli numerici dei geni S e sommandoli, arriviamo ad un livello 4 di espressione del gene S.

Che significa? Come appare questo gatto?

Il mantello bianco è ora esteso al suo massimo, e il gatto ha un disegno cosidetto "Van" con il colore limitato alla testa e sulla coda. Questo bicolore è anche esteriormente e non solo geneticamente, sempre diverso dagli altri! 

Questo tipo di Bicolore viene chiamato BICOLORE  HIGH WHITE.

Ancora una volta il gatto è omozigote per il gene S2. Se lo accoppiamo con un Colourpoint, tutte le sue cellule sessuali avranno il gene S2. La cucciolata sarà tutta di gattini Bicolori Veri.

Infine se accoppiamo un Mitted con un Bicolore Vero anche loro hanno il 25% di possibilità che i loro geni si combinino e diano luogo a gattini omozigoti per il gene S, solo che essi riceveranno il gene S1 dal genitore Mitted e quello S2 dal genitore Bicolore. il loro genotipo S1S2.

Se combiniamo i livelli insieme arriviamo ad un livello 3 di espressione del gene S.

Avremo un gatto che in apparenza è un Bicolore, talvolta con un po' più bianco sul corpo, ma comunque mai bianco come un high white. Noi chiamiamo questo tipo di bicolore.

BICOLORE MID HIGH WHITE.

 

In breve i seguenti accoppiamenti ci daranno:

 

Colourpoint + Colourpoint

100% Colorpoint

 

Colourpoint + Mitted 

50 % Mitted  50% Colourpoint

 

Colourpoint + Bicolore

50% Bicolori  50% Colourpoint

 

Bicolore + Bicolore

50% Bicolori  25% Colourpoint 25% High White

 

Mitted + Mitted

50% Mitted 25% Colourpoint 25% High Mitted

 

Mitted + Bicolore

25% Mid High White 25% Colourpoint 25% Mitted 25% Bicolori

 

High Mitted + Colourpoint

100% Mitted

 

High White + Colourpoint

100% Bicolori 

 

Mid High White + Colourpoint

50% Mitted 50% Bicolori

gravidanza gatti

Fra tutte le esperienze che puoi condividere con il tuo gatto, una delle più belle e significative è sicuramente la gravidanza. La gatta vive questo evento in modo molto semplice, sereno e del tutto autonomo, ma il tuo supporto può rappresentare comunque un valore aggiunto e rinsaldare non poco il vostro legame.

La gestazione della gatta dura in media 64/67 giorni, ma in alcune razze può protrarsi anche fino a 70 giorni. Nei primi 15 giorni di gestazione si nota una diminuzione dell'appetito e possono verificarsi frequentemente rigurgiti, nausea o vomito. Verso i 30 giorni, la gatta è visibilmente ingrassata;cuccioli sono già ben visibili all'esame ecografico ed è possibile sentili muovere appoggiando una mano all'addome. Man mano che il parto si approssima, la futura mamma si muove raramente e dorme di più. Al sessantesimo giorno il tappo mucoso si scioglie causando perdite vaginali: in questa fase, la tua piccola amica oscillerà fra una grande irrequietezza e il desiderio di coccole e rassicurazioni.

Nel corso dell'intero periodo di gestazione, il rapporto con il veterinario riveste un ruolo fondamentale. La prima visita, da effettuare non appena ti accorgi che è in corso una gravidanza, servirà ad appurare che la tua gatta stia bene; i successivi appuntamenti, secondo lo schema stabilito dal veterinario, accerteranno anche lo stato di salute dei piccoli tramite visite ed ecografie. La vita in casa dovrà subire meno variazioni possibile, per evitare di stressare inutilmente la micia. Lascia che la tua amica corra o giochi a suo piacimento; fai solo molta attenzione che non esca negli ultimi giorni, per evitare che partorisca fuori casa.
Nutrila con un alimento specifico per gatte in gestazione o lattazione oppure con un cibo per gattini, notoriamente più sostanzioso rispetto a quelli per adulti. Per il momento del parto, predisponile una cuccia grande e ben imbottita con panni morbidi, traversine o carta di giornale e mettila a disposizione qualche settimana prima affinchè possa diventarle familiare.

Il parto dura alcune ore e avviene con la massima semplicità; di solito la gatta fa tutto da sola. Tuttavia, averti vicino servirà a rassicurarla e ad aiutarla in caso di emergenza. Chiama subito il veterinario qualora il parto dovesse presentare evidenti difficoltà (dolore, perdite scure, sofferenza, sforzi prolungati). L'allattamento dura dai 40 ai 60 giorni, trascorsi i quali la gatta non secerne più latte; le poppate si ripetono ogni 30 minuti e hanno una durata media di circa 20 minuti. Durante tutto il periodo dell'allattamento, la gatta produce una quantità di latte corrispondente al numero dei cuccioli: ha quindi la possibilità di nutrirli a sufficienza. Per favorire al meglio questa condizione, però, somministra alla tua gatta un cibo molto nutriente e aumenta il numero dei pasti (fino a cinque al giorno).

L'alimentazione del gatto dallo svezzamento all'età adulta

Dalla nascita alle quattro settimane di vita, il gattino è completamente dipendente dal latte materno: questo alimento gli fornisce infatti tutti i principi nutritivi di cui ha bisogno per sopravvivere e crescere.
A partire dal primo mese, il piccolo può passare dal cibo liquido a quello solido: ha inizio così la fase dello svezzamento, che dura solitamente qualche settimana e che porta il gattino ad affrancarsi completamente dal latte materno.

Per aiutarlo in questa delicata fase di transizione esistono alimenti industriali appositamente formulati: si tratta in genere di cibi umidi, molto nutrienti e ricchi di acqua. In mancanza di un alimento umido, è possibile optare per un alimento secco - la cui formula deve essere sempre specifica per gattini nei primi mesi di vita - ed ammorbidirlo con una piccola quantità di acqua o latte. Quando si propone questo nuovo pasto (soprattutto le primissime volte) è importante essere pazienti e usare molta delicatezza: non è raro che il piccolo reagisca con diffidenza, toccando appena il cibo, o rigurgitandolo dopo qualche boccone, o addirittura giocandoci. Ricordiamo sempre che per il gattino ogni novità è una scoperta, e lasciamogli il tempo necessario per abituarsi. Un buon sistema consiste nel lasciare il cibo a disposizione per mezz'ora al giorno; se il piccolo lo rifiuta, forzarlo o rimproverarlo servirà solo a creargli dei traumi. L'unica cosa da fare, in caso di rifiuto, è pulirlo con dolcezza e riportarlo dalla mamma. E' importante che si avvicini al nuovo alimento in modo spontaneo: assolutamente sbagliato, quindi, immergergli il muso nella ciotola o tentare di imboccarlo. Una volta che il micetto avrà accettato il nuovo alimento, si potrà aumentare gradualmente la quantità di cibo solido diminuendo la parte di acqua, latte o cibo umido, fino a servirgli le crocchette da sole: ciò avviene in genere verso le 12 settimane.

Crocchette e alimenti umidi dovranno contenere, in qualità e quantità, tutti i nutrienti in grado di supportare la crescita armoniosa di organi e tessuti e il rafforzamento del sistema immunitario, come le vitamine, i sali minerali, le proteine, gli acidi grassi essenziali, gli antiossidanti. Tutti gli apporti - specialmente quello proteico e quello calorico - dovranno essere molto intensi, ma rispettando allo stesso tempo le necessità di un intestino ancora in formazione: i cibi specifici per gattini, quindi, devono associare ad uno spiccato potere nutritivo la massima digeribilità.

Verso i 12 mesi di età, il gatto ha completato il suo sviluppo ed entra nell'età adulta: l'alimentazione, in questa fase, deve ridurre il dosaggio di alcune particolari sostanze nutritive (proteine, fosforo e magnesio, ad esempio) per non gravare sui reni e sulle vie urinarie. Allo stesso tempo, deve essere privilegiato l'apporto di tutti quei nutrienti funzionali ad un mantenimento ottimale e ad una efficace prevenzione dell'invecchiamento, come gli antiossidanti, gli acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6 e le vitamine del gruppo B. Molto utile, in tutte le fasi, il contributo dei fermenti prebiotici, che potenziano le naturali capacità di assimilazione dell'intestino fortificando le difese dell'organismo contro infezioni e malattie.

Il gatto Ragdoll: origini, carattere e aspetto

Le origini del gatto Ragdoll sono avvolte nel mistero: l'unico dato certo riguarda la prima allevatrice che ne ha selezionata la razza, ovvero la statunitense Ann Baker. Da un incrocio tra la sua gatta d'angora Josephine e un gatto di razza incerta (forse un simil-birmano), la Baker ottenne verso la metà degli anni Sessanta una cucciolata di gattini dal carattere straordinariamente mite, che spiccava per la totale assenza di aggressività e per l'insolita attitudine a rilassarsi tra le braccia del padrone. Proprio per questa particolarità, l'allevatrice diede alla razza il nome di "Ragdoll" (bambola di pezza), insistendo con altre selezioni per accentuarne ulteriormente la docilità.

Oggi, il Ragdoll è in assoluto il gatto più dolce e affettuoso al mondo, che nulla ha da invidiare al cane per dedizione all'essere umano. Proprio per questa sua dolcezza, il Ragdoll si distingue per una spiccata sensibilità che lo porta ad offendersi facilmente se ignorato, rimproverato o lasciato solo per troppo tempo. Attenzione quindi: questo gatto non è adatto a chi ha una vita molto intensa al di fuori delle mura domestiche, mentre rappresenta il compagno perfetto per gli anziani, i bambini e le persone sole.

Il gatto Ragdoll, infatti, vive praticamente per il suo umano: lo accoglie festosamente quando rientra a casa, lo segue ovunque di stanza in stanza e ama farsi coccolare per ore e ore. In braccio, si abbandona con totale fiducia: ciò richiede una presa molto salda, in quanto il Ragdoll, a differenza degli altri felini, non sa girarsi prontamente per cadere in piedi.

Mai invadente e assolutamente non aggressivo, il gatto Ragdoll è molto giocherellone e può essere sottoposto ad addestramento. Molto bello d'aspetto, questo gatto ha una corporatura massiccia e voluminosa (è una delle razze feline più grandi del mondo) e stupendi occhi blu intenso; i cuccioli sono tutti bianchi, per poi colorarsi progressivamente in fase di crescita.

Per quanto riguarda il manto, il Ragdoll esiste in tre varietà: Colourpoint (chiaro con estremità più scure), Mitted (con guantini bianchi) e Bicolor (piccola V bianca sul muso, zampe guantate, orecchie e coda più scure). Le colorazioni delle estremità sono diverse: Red (rosso- arancio), Blu (grigio-blu), Seal (marrone scuro), Cream (color crema), Chocolate (marrone chiaro), Lilac (grigio chiaro), Tabby (striato).!